Sale bianco e colorato, quale migliora la tua salute? 

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Ti sei mai chiesto cosa scegliere tra sale bianco e colorato?

Un tempo era il sale bianco il re indiscusso dei sali da tavola, grosso o fino, purché bianco. Ora, però, sui banchi del supermercato puoi trovare ugualmente sale bianco e colorato, per liberare la tua fantasia in cucina. Sale grigio dell’Atlantico, rosso hawaiiano, nero di Cipro, blu di Persia, rosa dell’Himalaya. E l’elenco non si conclude qui. Distinguerli tutti diventa un’impresa. Facciamo allora un po’ di chiarezza.

Sale bianco e colorato: le origini

Qualunque sale bianco e colorato puo’ essere estratto da giacimenti salini sotterranei o da evaporazione spontanea dell’acqua del mare. Il primo è chiamato salgemma, il secondo sale marino ed entrambi sono validi. Ora, a dire il vero, sia il salgemma che il sale marino… sono sali marini! I giacimenti da cui puoi ottenere il salgemma sono depositi fossili di mari che esistevano milioni di anni fa, poi prosciugati. Il sale viene dal mare insomma, non ne esiste altra fonte. Se salgemma, viene “staccato” dal suo filone abitualmente tramite macchinari, o con getti d’acqua molto forti, ma mai in ogni caso con procedimenti chimici . Se marino viene estratto per evaporazione naturale dell’acqua, al sole e al vento: nelle saline l’acqua marina viene infatti raccolta in vasche dove questa perde progressivamente, passando da una vasca all’altra, parte dei suoi elementi, tra cui anche tracce di inquinanti ed elementi pesanti, nocivi per la tua salute. Così si forma il sale marino integrale.

Sale bianco e colorato: non è il colore a fare la differenza

Il sale bianco raffinato.
Il sale cosiddetto raffinato (o purificato), ovvero lavorato industrialmente, vede altri due processi rispetto al sale integrale. Questi lo impoveriscono in buona parte dei suoi oligoelementi e sono il lavaggio e la “cottura” in forno. Il sale estratto subisce un lavaggio con acqua, piuttosto aggressivo, successivamente viene poi essiccato in forno e dunque addizionato con un antiagglomerante chimico (che troverai segnalato in etichetta) per fare in modo che i granuli di sale non si attacchino tra loro. I più comuni antiagglomeranti usati sono il ferrocianuro di sodio e di potassio (E535 – E536), di per sé tossici, ma non alle dosi utilizzate per il sale.

Il sale integrale.
La produzione del sale integrale si ferma invece all’estrazione senza aggiunta di lavaggio e passaggio in forno. Si presenta anch’esso naturalmente bianco candido e a guardarlo è esattamente identico al sale raffinato. Strano vero? Te lo saresti aspettato magari un po’ brunito, come la farina integrale o lo zucchero di canna grezzo, e invece… Sono perfettamente identici, grosso o fino, ma… diversi. In cosa consiste la loro differenza? Non certo nel colore come per il sale bianco e colorato. Facciamo allora un passo indietro.

Cosa c’e’ in un granulo di sale?

La legge Italiana ci dice che il sale da cucina deve avere una percentuale minima di Cloruro di Sodio (NaCl) non inferiore al 97%. E quel restante 3%?, ti chiederai…E’ lì che risiede la differenza tra un sale ed un altro. Ma capirai che è ben poco rispetto a quel 97% che rappresenta l’essenza vera del sale, di qualunque sale si tratti appunto, sale bianco e colorato compresi.
In questo 3% puoi trovare:

  • Altro cloruro di sodio, che in alcuni sali infatti raggiunge quota 99,8% (soprattutto nei raffinati)
  • Oligoelementi, molti anche solo in traccia, alcuni preziosi, altri semplicemente non necessari al nostro corpo, se non addirittura dannosi: magnesio, calcio, ferro, zinco, potassio, rame, tra gli oligoelmenti utili al nostro organismo, ma anche nickel, o addirittura cadmio e piombo, notoriamente tossici. Intendiamoci si tratta di tracce, di piccolissime quantità che seppur assunte quotidianamente non sono un rischio reale per la tua salute.

Sale bianco e colorato alla lente di ingrandimento

Ma ora diamo un’occhiata da vicino al sale bianco e colorato che puoi trovare in negozio. Ai sali colorati si attribuiscono proprietà terapeutiche di varia natura. Il sale bianco, a confronto, sembra un sale sbiadito, impoverito, privato di tutto. Ma così non è, almeno non per quello integrale.

Osserviamoli allora più da vicino:

  • Sale grigio dell’Atlantico, è grigio perchè contiene argilla, di cui è ricco il mare che lo ospita. Possiede dunque in quel suo 3% più oligoelementi di un sale bianco.
  • Sale rosso hawaiiano, proviene da aree ricche in argilla rossa, rossa per gli ossidi di ferro che possiede ed è il ferro l’elemento più rappresentato in quel suo restante 3%.
  • Sale nero di Cipro, il suo nero deriva dal carbone vegetale con cui viene addizionato una volta estratto (bianco chiaramente). Stesso procedimento anche per il sale nero hawaiiano a cui viene aggiunto ugualmente del carbone vegetale.
  • Sale rosa dell’Himalaya, il sale colorato forse più amato tra tutti. Contiene ossido di ferro che gli fornisce la caratteristica colorazione rosa-rossastra ed altri oligoelementi, sempre a formare quel famoso 3%. Gli sono stati attribuiti innumerevoli benefici, negli ultimi anni tutti smentiti nonchè il fatto che sia un salgemma purissimo perché proveniente da rocce incontaminate. La verità però è che qualunque salgemma provenendo da mari antichi non presenta inquinanti.
  • Sale blu di Persia, i cui cristalli hanno screziature blu per la presenza di cloruro di potassio. E’ un sale estratto da giacimenti rocciosi di mari antichi, contiene cloruro di sodio, chiaramente, ma anche potassio, appunto, calcio e magnesio.
  • Sale bianco raffinato e integrale, dove il sale integrale si presenta più umido e contiene, in quel suo 3%, una più alta concentrazione di oligoelementi, soprattutto  magnesio.

Dunque, se ti stai chiedendo se il sale integrale e i sali colorati siano più ricchi di oligoelementi rispetto al sale bianco lavorato industrialmente, la risposta è sì. Ma solo in piccolissima parte. Non ci stancheremo infatti di dire che ogni sale é fatto per almeno il 97% da cloruro di sodio e solo per il 3% da tutti gli altri elementi. Attribuire allora ai sali colorati proprietà benefiche utili a compensare carenze di ferro, magnesio o calcio, per esempio, rappresenta una reale esagerazione, tanto più che le Linee Guida raccomandano di contenere il sale che consumiamo giornalmente. In molti dicono che i sali colorati hanno un sapore più ricco. Di certo sono molto decorativi, sì davvero graziosi, e spesso vengono usati in cucina anche solo per questo motivo.

 

Quale tra sale bianco e colorato fa bene alla salute?

Considerato che:

  • Il prezzo di vendite dei sali colorati è più alto.
  • Al sale bianco raffinato è aggiunto l’antiagglomerante (soprattutto se si tratta di sale fino) e il suo ciclo di produzione ha indubbiamente un impatto ambientale maggiore che il sale integrale.
  • Le differenze tra l’uno e l’altro sale sono davvero per piccole quantità di oligoelementi.

Valuta tu quale possa essere la scelta migliore, tra sale bianco e colorato, per te e la tua famiglia. Inoltre considera che molto sale che consumi deriva da cibi già confenzionati e dunque la quantità di sale che potresti assumere attraverso la cucina di casa dovrebbe essere piuttosto limitata.

Sale bianco e colorato? Si grazie, ma non troppo!

Infatti, secondo le Linee Guida della SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) come pure del CREA (Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione) è preferibile limitare il consumo di  sale giornaliero a 5 gr. Abitualmente gli italiani consumano sale in quantità ben al di sopra dei loro fabbisogni giornalieri, ovvero attorno ai 10 g/giorno. Ci riferiamo al sale che aggiungi tu, di tua mano ai pasti che consumi, dalla colazione alla cena, fuori o a casa, ma anche al sale che è nascosto nei cibi già confezionati. Cinque grammi di sale corrispondono ad un cucchiaino da tè… un solo cucchiaino per tutti i pasti della tua giornata!  Sembra impossibile poterne usare tanto poco, vero?

Curiosità:
Lo sai perchè il sale della Camargue è rosa?
Ma è veramente rosa?

Se visiti le saline d’Aigues Mortes in Camargue, nella bassa Provenza in Francia,  assisterai ad  uno spettacolo cromatico unico al mondo:  l’acqua delle Saline sono colorate di rosa per un raro fenomeno naturale. Ma il sale prodotto dalle saline è rosa?

sale bianco e colorato

Saline d’Aigues Mortes, vedi nella immagine sotto.

Vi sveliamo il mistero: il sale è bianco. È naturalmente bianco, senza essere raffinato e raggiunge, grazie al metodo di raccolta, una percentuale di sodio del 99,5% molto più alta delle media di altri sali.

In realtà Il fenomeno è dovuto a due microorganismi presenti nelle Salina:

  • Una alga microscopica  rosa poiché ricca di carotene c.d. Dunallelia Salina.
  • Un gamberetto (in età adulta misura  fino a 1 centimetro) c.d. Artemia Salina.

La vita di entrambi gli organismi dipende l’uno dall’altra, ma anche se il gamberetto si ciba dell’alga, questa ultima gli sopravvive in quanto  il gamberetto per la forte salinità dell’acqua alla fine muore. L’alga, quindi si ritrova senza predatori e sopravvive moltiplicandosi e dando vita al fenomeno cromatico rosa che si vede bene nella foto qui di seguito.

Saline d'Aigues Mortes

I Fenicotteri rosa della Camargue

Non finisce qui. In questo mare rosa si gettono a capofitto splendidi fenicotteri che si cibano del gamberetto  Artemia Salina. Ed è proprio il gamberetto che contiene il pigmento rosa a donare alle penne di questi affascinanti uccelli il loro caratteristico colore rosato.
Qui puoi trovare il trionfo della natura. Questo luogo è incantato: distese “lunari” di sale bianco, all’orizzonte il mare rosa e oltre 200 specie di volatili tra cui  i meravigliosi i fenicotteri rosa.