Parmigiano Reggiano biologico o Grana Padano biologico?

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Parmigiano Reggiano biologico oppure Grana Padano biologico?
Ti sei mai trovata, almeno una volta, a tagliare un pezzo di Parmigiano Reggiano o di Grana Padano mentre sei ai fornelli, di mangiarlo o di passarlo a tuo figlio affamato, di gustarlo perché incredibilmente buono ma magari ignara di quanto bene ti facesse.

O ti sarà capitato di chiederti quale comprare, se il Parmigiano Reggiano biologico o il Grana Padano biologico, e infine di acquistare l’uno o l’altro, indistintamente, se non guidati solo dal prezzo.
Cerchiamo, ora, di capire qualcosa di più su questi due formaggi, simbolo dell’eccellenza alimentare italiana nel mondo.

Parmigiano Reggiano biologico

I valori nutrizionali a confronto?

Partiamo dal dire che sono entrambi formaggi molto simili per gusto (se non per palati davvero sopraffini…) e per composizione nutrizionale. Sono considerati formaggi semigrassi, con una prevalenza di proteine sui grassi il cui quantitativo (sia per grassi che per colesterolo) non è molto dissimile tra i due. Ricchi entrambi in calcio e fosforo, entrambi naturalmente privi di lattosio (lactose free appunto, così da essere adatti anche a coloro che ne sono intolleranti).
Il Parmigiano è particolarmente ricco in vitamina A, più ricco in potassio e magnesio il Grana.

Entrambi nutrienti e pur digeribilissimi in quanto ricchi di peptidi ed oligosaccaridi di provenienza dalle proteine e dagli zuccheri del latte, adeguatamente digeriti e scomposti dai batteri del caglio (che viene aggiunto durante il processo di lavorazione) e da alcuni enzimi proteolitici presenti naturalmente nel latte. E se la stagionatura non condiziona il contenuto in lattosio nei due formaggi, la cui concentrazione cala già dai primissimi giorni di lavorazione, ne condiziona però le altre caratteristiche.

Lo sapevi? Il Reggiano aumenta le difese immunitarie dell’intestino.

Negli ultimi anni la ricerca ha riconosciuto al Parmigiano Reggiano un’interessante attività prebiotica a favore della flora intestinale ed immunomodulantesulla risposta immunitaria della mucosa intestinale stessa. In altre parole il Parmigiano Reggiano biologico è in grado di favorire la crescita di alcuni ceppi batterici intestinali favorevoli e di potenziare la risposta immunitaria della mucosa intestinale stessa contro eventuali patogeni. Tutto questo tanto più se stagionato a lungo, perché maggiore è il suo tempo di stagionatura e maggiore è la sua scomposizione in peptidi ed oligosaccaridi biodisponibili e responsabili della attività sulla mucosa intestinale.

L’effetto positivo del Reggiano nella prima infanzia?

Basta considerare le numerose infezioni intestinali che colpiscono i bambini, soprattutto nella primissima infanzia. Non siamo consapevoli  ma l’abitudine di offrire al bambino del Parmigiano in corso di convalescenza, o durante la ripresa alimentare, dando il formaggio in pezzi o grattugiandolo abbondantemente sulla minestra è una scelta azzeccatissima. Perché, alla luce di quanto detto,  è in grado di offrir loro un eccellente apporto di sali minerali e nutrienti facilmente assimilabili e funzionali anche al ripristino di una mucosa intestinale compromessa dall’infezione.

La stagionatura è la chiave di tutto: fino a 36 mesi per il Parmigiano Reggiano biologico, 24 mesi per il Grana Padano

La stagionatura è la chiave di tutto: sono infatti i lunghi processi fermentativo-digestivi a cui è sottoposto il parmigiano a portare alla sintesi ex novo delle nobili molecole.
Per inciso, infatti, la stagionatura minima richiesta al Parmigiano è di 12 mesi ma può proseguire fino a 36 mesi; diversamente quella del Grana dura 9 mesi e può protrarsi fino ad un massimo di 24.

Il Parmigiano Reggiano biologico, ancora oggi, è prodotto nelle provincie di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Mantova, e solo lì in tutta Italia; mentre il Grana Padano su un territorio più esteso equivalente ad alcune province del Trentino, del Veneto, della Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.

Per la salute quale è il più naturale?

Al contrario del Grana, il Parmigiano Reggiano biologico non contiene alcun additivo alimentare tra i suoi ingredienti (completamente naturale, solo latte di mucca, caglio e sale). Nel corso della lavorazione del Grana Padano viene infatti aggiunto il lisozima, proteina dell’uovo responsabile di molte reazioni allergiche tra gli allergici all’uovo, appunto. Il lisozima è presente nel Grana Padano in concentrazioni tanto basse da non giustificare apparentemente episodi di reattività, pur tuttavia rimanendo questa una possibilità che non può essere del tutto esclusa.

La qualità del latte dei due formaggi?

La qualità del latte usato per produrre il Parmigiano Reggiano è un altro aspetto da considerare quando si sceglie di acquistare questo formaggio. Il suo latte, infatti, proviene da mucche alimentate esclusivamente a fieno ed erba. Il Grana Padano di contro può essere realizzato con il latte di mucche alimentate anche a mangimi insilati (ma ogni azienda sceglie per sé) ovvero mangimi prodotti soprattutto dalla pianta del mais e messi ad acidificare nei silos. Qui alcuni batteri possono facilmente proliferare, quindi successivamente passare nel latte e solo in corso di stagionatura dar manifestazione di sé procurando un’eccessiva “fermentazione” del grana. E’ l’utilizzo dell’insilato che rende necessaria l’aggiunta del lisozima al grana: infatti questo additivo è in grado di contrastare la crescita dei batteri e di stabilizzare il formaggio durante le sue fasi di maturazione. Solo il Grana prodotto in Trentino (Trentingrana) non ne contiene affatto, essendo qui vietato del tutto l’utilizzo degli insilati come foraggio per le mucche.

Un’ultima considerazione: il caglio. Per entrambi i formaggi si utilizza solo caglio animale, da vitello abitualmente.

Per una conclusione che ci possa guidare nell’acquisto, fermo restando che un buon Grana è migliore di un Parmigiano mediocre, almeno sulla carta la qualità del Parmigiano Reggiano sembrerebbe superiore.

A te la scelta!