You Are Here: Home » Alimentazione Bio » Alimentazione naturale » Onnivori, ma eco-consapevoli

Onnivori, ma eco-consapevoli

Circa dieci anni fa negli Stati Uniti d’America veniva dato alle stampe il saggio Il dilemma dell’onnivoro (in Italia uscito per Adelphi) di Michael Pollan, giornalista e scrittore, docente universitario di giornalismo all’Università di Berkeley e attivista, definito liberal foodie intellectual.

vegetarianesimo-mangi-carne

 

 

 

La sua tesi può essere sintetizzata così: gli umani, in quanto al vertice della catena alimentare, sono onnivori e per questo più esposti alla manipolazione dell’industria agroalimentare. Per difendersi bisogna “diventate più consapevoli” rispetto al cibo che si mette nel piatto perché per salvare il Pianeta, occorre salvare prima noi stessi.

40ab1058f7b3ba9cc311e61c832fd87aAlla fine del 2014 la stessa filosofia ha trovato posto anche in Italia nel saggio L’econnivoro. Manuale di resistenza alimentare scritto da Massimo Andreuccioli e pubblicato da Castelvecchi/Ultra. L’autore sostiene che sono sempre di più le persone che, indipendentemente da ciò che mangiano – che siano vegetariani, crudisti, vegani o, appunto onnivori – s’informano.

E qui sta la differenza tra ieri e oggi. L’econnivoro è l’uomo del futuro: basa la dieta sul controllo di quantità – soprattutto rispetto alle proteine di origine animale e qualità preferendo le coltivazioni e gli allevamenti bio ed ecosostenibili.

Sono due esempi di una tendenza che si sta radicando un po’ in tutti i Paesi sviluppati e la ritroviamo dai padiglioni di Expo ai ristoranti di chef th-1stellati. «Serve ritrovare la consapevolezza del gesto, quindi guardiamo in faccia ciò che vogliamo mangiare, sia esso vegetale o animale perché il “carnefice” finale è il commensale», afferma Ciccio Sultano, chef a due stelle nel suo ristorante Duomo a Ibla, Ragusa. Consumare meno, consumare meglio. Un obiettivo dettato anche da rapporti internazionali sulla produzione e il consumo: la  FAO prevede che entro il 2050, per esempio, la produzione di carne e latte raddoppieranno, passando rispettivamente da 229 a 465 milioni di tonnellate e da 580 a 1053 milioni di tonnellate, un’impennata che, secondo un rapporto dell’associazione Friend  of the Earth, sarà da imputare ai Paesi emergenti ormai quasi in linea con i consumi del mondo occidentale. Lo stesso rapporto rileva come questo sia un rischio per l’ambiente per via soprattutto del consumo di acqua utile al ciclo produttivo in particolare di carni e latticini: per un chilo di bistecca di bovino sono necessari più di quindicimila litri d’acqua, circa cinquemila litri per un chilo di formaggio, mentre per un chilo di grano servono solo 1.300 litri e per un chilo di carote ne bastano 131. Ergo, la nostra salute e quella del Pianeta iniziano e finiscono nel piatto, sì, ma passando attraverso la consapevolezza.

 

Onnivori, ma eco-consapevoli

About The Author

Number of Entries : 106

Leave a Comment

Scroll to top