Obesità e cibo

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Sul sito dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) si legge che dal 1975 ad oggi (dati aggiornati ad Ottobre 2017) l‘obesità è triplicata nel mondo. Nel 2016 il 39% degli adulti (ovvero di età superiore ai 18 anni) era in sovrappeso ed il 13% era affetto da obesità.

Si registrano nel 2016 41 milioni di bambini di età superiore ai 5 anni con problemi di peso e che la maggior parte della popolazione in sovrappeso o con obesità vive nei Paesi Occidentali cosiddetti sviluppati.

Inoltre, si considera che il problema si sta diffondendo in maniera rapida anche nei centri urbani dei Paesi cosiddetti in via di sviluppo, questo a causa del facile accesso a cibo ipercalorico ma di scarsa qualità (junk food) a cui le persone con minor reddito ed istruzione sono esposte.

E in italia? I dati piu’ recenti sull’obesità

Molte sono le fonti di dati relativi all’obesità e al sovrappeso disponibili sia  per l’Italia che pe ril resto del mondo. Le percentuali differiscono tra loro in base ai criteri usati di rilevazione e alla popolazione studiata.

Noi di seguito ci riferiremo a fonti differenti, seppur la fotografia finale, come potrai leggere anche tu, non cambia purtroppo di molto.

L’obesità e la diseguaglianza sociale

In Italia tra le fonti più note e complete c’è quella dell’Osservatorio sulla salute.
In un recente documento redatto sulle diseguaglianze di salute  (dati 2014-2015), si punta l’attenzione su come le diseguaglianze di salute interessino non solo gli adulti ma anche i bambini.

I divari di salute sono particolarmente preoccupanti quando sono legati allo status sociale. I fattori economici e culturali influenzano direttamente gli stili di vita e condizionano la salute delle future generazioni.

Il titolo di studio e il reddito

L’esempio portato è quello dell’obesità appunto, laddove, su tutto il territorio italiano, questa colpisce il 14,5% di persone con basso titolo di studio (nessun titolo o licenza elementare) rispetto al 6% di coloro che sono più istruiti (diploma e laurea).

Stesse disuguaglianze si rilevano confrontando il dato ‘obesità’ per reddito. E’ obeso il 12,5% della popolazione più povera ed il 9% della popolazione più ricca.

La popolazione italiana adulta, i dati dell’Osservatorio sulla Salute parlano chiaro: il 35,3% della popolazione italiana maggiorenne è in sovrappeso mentre una persona su dieci è affetta da obesità (9,8%). Quindi il 45,1% dei cittadini italiani adulti ha problemi di peso in eccesso.

La diseguaglianza che ricade sui bambini

Il livello di istruzione dei genitori influenza lo stato di peso dei bambini. Questo riguarda soprattutto la madre, essendo di solito la mamma ad occuparsi in famiglia dell’alimentazione dei figli (cosicché il senso di colpa si possa definitivamente impadronirsi di noi!). Il 30% dei bambini con mamme con un basso livello di istruzione soffrono di sovrappeso, mentre la percentuale si riduce al 20% se la mamma è laureata.

L’obesità  infantile

Un’altra fonte italiana è OKkio alla Salute che dal 2007 promuove, su tutta l’Italia, una fitta raccolta dati da moltissime classi della scuola primaria.

48.946 sono stati i bambini coinvolti nell’ultima analisi del 2016. Il 21,3% dei bambini partecipanti è in sovrappeso mentre il 9,3% soffre di obesità.

Bevande zuccherate

Molto emblematico l’utilizzo delle bevande gassate, soprattutto nei bambini con genitori poco attenti: ma lo sapete che una lattina di Coca-Cola “original Taste” da 330 ml. contiene circa 35 gr. di zucchero?

obesità Coca-Cola 330 ml

Quindi una lattina di Coca-Cola contiene almeno sei bustine di zucchero da bar. Ricordiamo che lo zucchero nuoce alla salute, contribuisce alla obesità e crea dipendenza.

obesità
Nella immagine Dario Bressanini (chimico) a Mantova durante il FOOD&SCIENCE FESTIVAL dello scorso 18/20 maggio 2018.

L’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) raccomanda come dose minima giornaliera 25 gr. Quindi in quella lattina ne abbiamo già 10 gr. in eccesso.

Dario Bressanini insieme a Renato Bruni, a Mantova per raccontarci “Tutto quello che avreste voluto sapere sullo zucchero” durante la seconda edizione del FOOD&SCIENCE FESTIVAL di Mantova, ci illustrano le dosi minime e massime raccomandate e ove si nasconde lo zucchero non visibile negli alimenti.

L’obesità infantile al Nord e al Sud Italia

Da Nord al Sud Italia la percentuale di bambini affetti da sovrappeso o obesità aumenta. (Questo trend purtroppo è stato confermato anche nelle rilevazioni passate).

Un dato rassicurante è stato però evidenziato nel corso dell’ultima osservazione: in meno di dieci anni l’eccesso di peso nei bambini (sovrappeso ed obesità) è diminuito del 13% (passando dal 35,2% nell’anno 2008/2009 al 30,6% nel 2016).

Le conseguenze dell’obesità sulla salute

L’obesità infantile causa quella serie di malattie che siamo abituati ad associare all’età adulta, malattie metaboliche e cardiovascolari. Queste malattie si manifestano in bambini obesi in età precoce o possono insorgere in età adulta ma comunque precocemente rispetto ai loro coetanei in normopeso sin da bambini.

Ciò significa che coloro che sono bambini obesi oggi saranno molto probabilmente adulti malati domani.

Obesità quali sono i rischi?

  • la steatosi epatica (il fegato grasso, per intenderci) che in Italia colpisce l’80% dei bambini affetti da obesità;
  • l’ipertensione, il maggior sovraccarico meccanico sulle ossa e sulle articolazioni;
  • l’ipercolesterolemia;
  • i trigliceridi alti nel sangue;
  • le irregolarità mestruali già tra le adolescenti o le giovani adulte (imputabile non all’immaturità di un apparato riproduttivo ancora fisiologicamente acerbo, ma all’eccesso di grasso che squilibra la produzione interna di ormoni;
  • retinopatie;
  • il diabete di tipo 2.

Fonte dati Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. 

Senza contare, seppur generalmente si manifestino in età adulta, le apnee notturne, una più spiccata disfunzione cardio respiratoria rispetto alla popolazione generale, la malattia coronarica, il tumore al seno, all’endometrio, all’ovaio, al colon, l’inferitlità per entrambi i sessi.

Se sei obeso, la colpa è tua!

Chi è obeso è colpevole di esserlo, perchè non fa abbastanza, non si impegna abbastanza, non è forte abbastanza. L’obesità è chiaramente meno accettata del tabagismo.
Nulla vale pensare che l’obesità è una malattia e come tale deve essere considerata con tutte le implicazioni morali del caso.
Ovvero nessuna implicazione morale.
Perchè l’obesità è una malattia e non un vizio, non il segno di un’inguaribile mancanza di forza di volontà.

L’obesità, la cultura, il bullismo a scuola.

Anche tra i bambini (e questa realtà fa ancora più male) circolano offese relative al peso e alle proprie forme corporee.
È chiaro che i bambini non apprendono da sè l’utilizzo del linguaggio, non apprendono da sè il giudizio o la mancanza di rispetto, l’indifferenza o l’offesa per le diversità e le diverse forme. È invece un tipo di cultura che assorbono, in famiglia, negli ambienti scolastici, ovunque loro vivano e che arriva a loro in maniera più o meno esplicita.

Laddove peraltro il bambino obeso non lo è perchè si procura il cibo da sè, non è lui a comprarlo in famiglia e a renderselo disponibile in casa, nè è lui che organizza la mensa scolastica, i pomeriggi in casa tra compiti e televisione, intervallati da spot pubblicitari di golosissimi snack dolci e salati.

Una riflessione a questo proposito dovrebbe essere fatta da noi genitori verso i nostri figli, come pure da tutte le istituzioni, scolastica e sanitaria in primis.

L’obesità è prevenibile!

Ahinoi!, i dati sin qui presentati sono un po’ deprimenti e la lista delle malattie associate all’obesità pure.

Però siamo di fronte ad una malattia prevenìbile, non ci stancheremo mai di dirlo, e da cui si può guarire per riuscire a star meglio e per ridurre il rischio di ammalarsi di altre malattie nel nostro futuro.

Importante è rivolgersi ad esperti medici per un percorso di calo di peso adeguato ed avere il sostegno di tutta la famiglia, non solo psicologico ma anche pratico ed organizzativo.

  • Se un componente della famiglia necessita di perder peso è bene che tutti siano coinvolti nel suo programma. Il coinvolgimento inizia dalla riorganizzazione della spesa, alla qualità dei pasti, alla preparazione di questi in cucina e al tempo speso dietro a questi e a tutto quanto possa aiutare chi vuol perder peso.

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