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Milano scende in campo per un mondo senza fame

«In ogni angolo del mondo ormai, per combattere lo spettro della fame e di una nuova terribile povertà, cresce una domanda di regolazione e di azione congiunta che noi sentiamo il dovere di ascoltare e d’interpretare, una domanda su base internazionale, capace finalmente di dare alla garanzia di cibo, quantitativamente e qualitativamente adeguato, lo statuto di un vero e proprio diritto esigibile» Con queste parole Livia Pomodoro, presidente di Milan Center for Food Law and Policy, è intervenuta stamane alla Statale di Milano dove è stata presentata Carta di Milano. Un documento di cittadinanza globale, frutto del lavoro di cittadini, istituzioni, imprese e società civile, che afferma il diritto al cibo come diritto umano fondamentale e chiede una presa di coscienza generale. Un manifesto, quello della Carta di Milano, uscito dai Laboratori di Colloquio di Expo 2015, che vuole essere prima di tutto “un esempio di prova generale di futuro all’insegna dell’equità e della sostenibilità”, come ha sottolineato Salvatore Veca, coordinatore scientifico del laboratorio di colloquio internazionale.
Oggi, nel mondo, circa 800 milioni di persone soffrono di fame cronica e più di due miliardi sono malnutrite. Eppure ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo viene sprecato, mentre le risorse della terra, le foreste e i mari sono sfruttati in modo insostenibile. La grande sfida per il futuro dell’umanità è quindi quella di nutrire una popolazione in crescita, in modo equo e sostenibile per tutti.
La Carta di Milano ha preso forma con lo scopo di rispondere a questa obiettivi con un impegno collettivo che faccia scendere in campo cittadine e cittadini di questo pianeta, istituzioni e realtà sociali nel combattere la denutrizione, la malnutrizione e lo spreco, promuovere un equo accesso alle risorse naturali e garantire una gestione sostenibile dei processi produttivi. Da qui l’importanza di leggere, firmare e soprattutto di mettere in pratica le importanti linee guida e i precetti filosofici che hanno ispirato questo manifesto futurista, che tutti  dobbiamo tradurre in azioni concrete nel nostro piccolo quotidiano (il tema di Expo 2015 tra l’altro è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”).
Ognuno di noi può e deve fare la differenza perché, come sottolineato da Salvatore Veca, «un mondo senza fame è un mondo possibile oltre che un fatto di dignità umana».

La Carta di Milano, impegno per i cittadini nella vita di tutti i giorni
Ecco cosa si può e si deve fare:

– Avere cura e consapevolezza della natura del cibo di cui ci nutriamo, informandoci riguardo ai suoi ingredienti, alla loro origine e al come e dove è prodotto, al fine di compiere scelte responsabili
– Consumare solo le quantità di cibo sufficienti al fabbisogno, assicurandoci che il cibo sia consumato prima che deperisca, donato se in eccesso e conservato in modo che non si deteriori
– Evitare lo spreco di acqua in tutte le attività quotidiane, domestiche e produttive
– Adottare comportamenti responsabili e pratiche virtuose, come riciclare, rigenerare e riusare gli oggetti di consumo al fine di proteggere l’ambiente
– Promuovere l’educazione alimentare e ambientale in ambito familiare per una crescita consapevole delle nuove generazioni
– Scegliere consapevolmente gli alimenti, considerando l’impatto della loro produzione sull’ambiente
– Essere parte attiva nella costruzione di un mondo sostenibile, anche attraverso soluzioni innovative, frutto del nostro lavoro, della nostra creatività e ingegno

Scegliere di portare sulla propria tavola prodotti biologici è un atto concreto.
Anche questo è Ecomarket!

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