Le intolleranze e le allergie alimentari

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Le intolleranze e le allergie alimentari sono disturbi piuttosto diffusi. E c’è anche una diffusa confusione su cosa siano e in cosa si distinguano tra loro. Entrambe sono dovute ad una reazione anomala del nostro corpo una volta che ingeriamo particolari alimenti. Ma la loro vicinanza si ferma qui. Facciamo allora un po’ di chiarezza.

Cosa sono le intolleranze e le  allergie alimentari?

Le intolleranze e le allergie alimentari sono entrambe reazioni avverse non tossiche del nostro corpo ad un cibo.

Non tossiche perché la tossicità è ad esempio un avvelenamento da funghi velenosi, o un’eccessiva ingestione di alcool.

Le intolleranze e le allergie alimentari sono dovute all’alimento ingerito ma ugualmente alla suscettibilità della persona che mangia quell’alimento. Non siamo tutti allergici o intolleranti dipende dal nostro organismo, lo stesso cibo  può essere sintomo di qualcosa per qualcuno o non procurare nulla a qualcun’altro.

Differenza tra  le intolleranze ed allergie alimentari

In pratica per fare chiarezza tra le intolleranze e le allergie alimentari, possiamo dire che  l’intolleranza è una reazione dell’organismo legata alla carenza di un enzima capace di digerire un determinato alimento (non mediata dal sistema immunitario), invece l’allergia è una reazione di tipo immunologico ovvero una reazione anomala del sistema immunitario.

Sappiamo ancora poco delle intolleranze alimentari

Dunque, le intolleranze e le allergie alimentari sono entrambe reazioni avverse del nostro corpo ad un componente specifico di un alimento. 

Diversamente dalle allergie, però, le intolleranze alimentari non sono provocate dall’attivazione del nostro sistema immunitario ed il meccanismo che le sottende può essere vario e talvolta anche poco conosciuto. Per questo motivo le intolleranze alimentari sono molto controverse nella medicina ufficiale e parecchio discusse.

Se infatti c’è molta chiarezza su cosa siano le allergie alimentari e da cosa siano provocate, le intolleranze alimentari invece rappresentano un mondo ancora da chiarire. L’incertezza sulla sintomatologia clinica delle intolleranze alimentari e sugli esami che vengono effettuati per diagnosticarle è ancora grande.

I sintomi riferiti dalle persone che ne soffrono sono tra i più vari, alcuni di essi risultano anche poco verosimili agli occhi dei clinici ed i test per diagnosticarle praticamente non esistono, non quantomeno nella medicina ufficiale.

Le 5 cose da sapere sulle intolleranze alimentari

Una mini guida utile ed efficace in cinque punti per le intolleranze e le allergie alimentari , in collaborazione con SIAIP (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica) dove leggiamo:” Il 20% della popolazione generale ritiene di essere affetto da un’allergia o da un’intolleranza alimentare, ma quando viene seguito un corretto iter diagnostico, solo in un decimo di questi soggetti viene confermata una reazione avversa al cibo sospettato”.

Le 5 cose da sapere sulle intolleranze alimentari

Se pensi di avere un’intolleranza alimentare

In caso pensassi di soffrire di un’intolleranza alimentare, rivolgiti al tuo medico.

È probabile che ti chieda di evitare nella tua dieta abituale l’alimento sospetto per 2-3 settimane, per poi reintrodurlo.

Se nelle settimane di sospensione i tuoi sintomi si saranno risolti e riappariranno alla reintroduzione dell’alimento può esserci conferma, seppur solo parziale, dell’intolleranza sospettata. Questo perchè è noto che ci possa essere una componente psicologica nella risoluzione del disturbo, ovvero che convincendoci che sia quell’alimento a farci star male, il suo allontanamento produrrà in noi benessere, seppur a livello biochimico non sia il reale responsabile del nostro malessere.

Le intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari riconoscono cause differenti.
Esistono intolleranze per difetti congeniti o acquisiti di enzimi digestivi, le cosiddette intolleranze enzimatiche. Quest’ultime sono note come quella al lattosio, zucchero presente nel latte ed al favismo, un’intolleranza che può anche raggiungere punte di gravità clinica elevate.

Le intolleranze enzimatiche

Nelle intolleranze enzimatiche il corpo umano non è in grado di processare, ovvero digerire, adeguatamente alcuni componenti alimentari appunto, zuccheri, proteine o quant’altro, per difetto parziale o completo nella sintesi o nell’attivazione dell’enzima incaricato alla digestione proprio di quel componente.

Esiste poi l’intolleranza al glutine o celiachia, che occupa un posto privilegiato tra le intolleranze alimentari, vedendo tra i meccanismi patogenetici di insorgenza quello autoimmune ed essendo tra le intolleranze una delle più diffuse e più studiate in assoluto.

Le intolleranze farmacologiche

Infine arriviamo alle intolleranze cosiddette farmacologiche che si manifestano in soggetti che hanno una reattività specifica per determinate sostanze già presenti in alcuni alimenti e che non si può del tutto escludere siano dovute anch’esse a difetti enzimatici.

Queste sostanze possono essere:

  • Composti che si trovano naturalmente in quel prodotto, come la caffeina o l’alcool etilico.
  • Alcune amine vasoattive come l’istamina che agiscono nel nostro organismo innescando delle reazioni infiammatorie come se ci fosse in atto una risposta allergica, anche se in effetti questa non c’è.
    L’istamina infatti è una molecola che alcune cellule immunitarie rilasciano in corso di allergia ma l’istamina di cui qui noi stiamo parlando è invece naturalmente contenuta in alcuni cibi (formaggi fermentati, birra) e se mal digerita nel nostro intestino può riversarsi nel sangue causando la comparsa dei sintomi
  • Additivi come conservanti, addensanti, coloranti, antiossidanti, presenti soprattutto nei i cibi lavorati industrialmente.

Sostanze alimentari che possono essere causa di intolleranza alimentare.

Dal sito di Epicentro, portale di Epidemiologia e Sanità Pubblica dell’Istituto Superiore di Sanità, ti riportiamo due interessanti tabelle su alcune sostanze alimentari che possono essere causa di intolleranza alimentare.

  • Le prime (tabella 1) sono le amine vasoattive che abbiamo descritto  poco sopra.
  • Le seconde (tabella 2) sono invece gli additivi che più frequentemente risultano coinvolti nelle intolleranze alimentari (in più ne aggiungiamo altri noi, come alcuni coloranti tipo l’eritrosina e la tartrazina, solo per citarne alcuni).

Cosa fare se hai un’intolleranza alimentare?

La cura per le intolleranze alimentari sta nell’eliminare dalla dieta gli alimenti che provocano la reazione avversa.

A seconda della suscettibilità di ogni persona, è possibile che l’introduzione di piccole quantità di quell’alimento siano ben tollerate e che dunque qualcosa possa essere mangiato senza averne fastidio.

È possibile, però,  che non siano affatto tollerate e che dunque convenga eliminare del tutto l’alimento incriminato.

Oppure i sintomi si possono manifestare solo dopo un lento e graduale accumulo di quella sostanza nel nostro corpo, dopo dunque averla ingerita in più di un’occasione consecutivamente.

Le allergie alimentari: quando l’allergia viene dal cibo

Quando invece parliamo delle allergie alimentari, parliamo di altro dalle intolleranze. Parliamo di vere e proprie allergie in cui l’allergene è un alimento.
Nelle allergie alimentari il sistema immunitario presente nel nostro apparato digerente è direttamente coinvolto nella reazione avversa a quell’alimento e la sua risposta è responsabile dei sintomi avvertiti.

È il sistema immunitario che reagisce ad un particolare alimento con forza o debolmente e questo chiaramente in base alla propria suscettibilità. Anche solo piccole quantità dell’alimento “incriminato'” possono procurare una reazione pressochè immediata che in alcuni casi può essere anche estesa e grave, fino allo shock anafilattico vero e proprio.

La risposta immunitaria: il corpo produce anticorpi

Quando si è allergici a un determinato alimento la reazione del sistema immunitario è produrre anticorpi, della classe IgE, come se si trovasse a debellare un’infezione (anche se in questo caso gli anticorpi prodotti sarebbero di una classe differente).
Inoltre,  sempre dalle tue cellule immunitarie si verificherebbe la liberazione di istamina (come quella di sopra!, ma stavolta prodotta dal nostro corpo!) che è la principale responsabile dei sintomi in corso di risposta allergica.

È questa risposta immunitaria ad innescare i sintomi che insorgono in un’allergia alimentare:

  • Prurito del cavo orale;
  • Gonfiore alle labbra, alla lingua, al palato e alla gola;
  • Nausea, vomito, crampi, gonfiore all’addome, diarrea;
  • Manifestazioni extra intestinali come orticaria, angioedema, eczema, asma, rinite, emicrania;
  • Shock anafilattico.

Il prick test è l’esame per l’allergia alimentare

Allergy_skin_testing

Il prick test è l’esame da eseguire se ritieni di avere un’allergia alimentare. È lo stesso test effettuato in caso di allergie di altro genere, respiratorie a pollini, polveri e acari ad esempio, o da contatto a vernici o detergenti.

È molto affidabile e viene eseguito in ambiente ospedaliero o comunque in centri medici allergologici ed è invece assolutamente inutile in caso di intolleranza alimentare.

Qual è la soluzione se hai un’allergia alimentare?

Una volta accertata l’allergia, l’unica cosa da fare è evitare dalla dieta quell’alimento. L’eliminazione di quell’alimento ti metterà al riparo da ulteriori reazioni allergiche.

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