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Io rifiuto (i rifiuti).

Come differenziare la pattumiera?La mia tabella di marcia della giornata prevedeva un bel post sul riciclo. Del tutto ignara dell’enormità del compito ero sicura avrei scritto in mattinata qualche illuminata e stimolante dritta che mi aiutasse oltretutto a risolvere l’atroce dilemma del “e questo dove lo butto” che caratterizza praticamente ogni pellegrinaggio al temutissimo raccoglitore della pattumiera differenziata. Si lo so, non dovrebbe essere così difficile e so che vendono promemoria e manabili che specificano dove e come classificare qualsiasi rifiuto più o meno umido, ma è più forte di me, quando mi trovo in mano una confezione di succo di frutta (apparentemente cartone?) il cui interno però sembra d’alluminio (se conserva così bene può essere solo cartone?) con la chiusura di plastica e qualche rimasuglio di succo d’arancia mi sento improvvisamente inerme di fronte a questa accozzaglia di materiali pronta a esplodermi tra le dita e l’unico pensiero che occupa la mia testa diventa “liberiamocene-liberiamocene-liberiamocene”.

 

Dopo 3h ore di ricerce, una raccolta materiale a livello tesi universitaria, una confusione mentale totale e tempi di consegna contati pertanto vi propongo un simpatico patteggiamento: il nostro eco market avrrà d’ora in poi una rubrica dedicata ai rifiuti, al loro mistamento e al loro riciclo ed io oggi me la cavo con un diabolico cambio prospettiva. Forte di anni di indottrinamento della Mentadent eccomi pertanto a sostenere con tutto il cuore “prevenire è meglio che curare”: smaltire è un problema? Impegniamoci a produrre meno rifiuti! Se questo motto potrebbe apparire un’ecofatica insostenibile perfino da Ercole miriamo meglio il taglio: il nostro obbiettivo sarà quello di metterci alla prova e produrre il minor numero di rifiuti indifferenziati possibili (la spazzatura differenziata può addirittura diventare una risorsa a quanto ho letto dai vari blog del settore, per la serie viva la plastica, viva il vetro, viva la carta, leggete giornali e alcolizzatevi in tutta serenità).

 

L’obbiettivo della settimana? Dimezzare il sacco dell’immondizia, con buona pace anche del portiere di condominio. ridurre i rifiuti
Dunque altolà all’usa e getta: a parte la carta igienica (il cui diritto al consumo non mi sogno nemmeno di mettere in discussione) e diciamocelo assorbenti (sarò una vandala ma no, no, no non sono pronta alla coppetta lavabile), anche se non parteciperemo a Miss Italia concentriamoci per rendere il nostro principale desiderio quello di vivere in un mondo migliore.

 

Via libera ai fazzoletti ricamati delle nonne (anche se la speranza che un bell’uomo etero li raccolga è ai minimi storici) e ai fazzoletti da taschino (e per una volta, forse la prima, Lapo insegna); bando a carta d’alluminio e pellicola e via libera ai tapperware; no al cotone per struccarsi e lunga vita alle pezzuoline (non so voi ma io ho una collezione di micro asciugamani mai utilizzati per ospiti mai pervenuti che fa proprio al caso nostro). E ancora: aperitivo o birra all’aperto? glamourissimo i bicchieri di plastica rigida pieghevoli in stile anni ’80. Pic nic al parco? Ti piace vincere facile, i bei cesti di una volta con posate piatti bicchieri e tovaglioli di corredo hanno un prezzo tale che pur di non gettarli ce li si farebbe incollare addosso.

 

La borraccia per l’acqua non solo vi farà ricordare le storie delle giovani marmotte e di Qui Quo Qua regalandomi anni di ricordi, ma conserverà l’acqua fresca o il caffè più caldo. Non potendo consigliare di fare filtrini coi biglietti del tram su questi mi riservo di riflettere ancora. Armata di tanta buona volontà aspetto anche i vostri consigli e siate clementi: parto già con un tallone d’Achille: toglietemi tutto ma non il mio compeed quotidiano, se le scarpe mi uccidono di certo non potrò mai imparare come riciclare!

 

riduciamo la produzione rifiuti

Io rifiuto (i rifiuti).

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