Intolleranza al lattosio, il latte fa bene?

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L’intolleranza al lattosio è sicuramente una delle intolleranze alimentari più diffuse al mondo ed il latte uno degli alimenti in assoluto più controversi.

Fa bene o fa male? È naturale continuare ad assumerlo dopo lo svezzamento fino  all’età adulta?

Sei tra gli amanti del cappuccino ma non sei sicura che faccia bene berlo così di frequente? Proviamo allora a fare un po’ di chiarezza a proposito.

Il latte, il lattosio e la lattasi

Il lattosio è lo zucchero del latte che arrivato nell’intestino viene scisso in galattosio e glucosio da un enzima chiamato lattasi. Questo enzima, che è presente naturalmente nell’intestino del lattante e del bambino piccolo, tende a diminuire con l’età. Crescendo, infatti, la lattasi è progressivamente inattivata fino, anche, ad essere completamente soppressa.

Ciò probabilmente avviene per effetto del cambio dell’abituale dieta giornaliera: da un’alimentazione a base di solo latte nel lattante, il bambino progressivamente inizia ad introdurre tutti gli altri cibi presenti in natura, riducendo drasticamente il quantitativo di latte che assume. Dunque, l’intolleranza al lattosio deriva proprio dalla soppressione dell’attività enzimatica della lattasi, una sorta di spegnimento progressivo a cui è sottoposto l’enzima. Il lattosio, allora, giungendo intatto nel colon viene metabolizzato (ovvero digerito) dalla flora batterica intestinale con tutto quel corteo di sintomi spiacevoli che ha chi è intollerante fino ai dolori e ai crampi addominali. Se vuoi approfondire, ti consigliamo il sito dell’ AILI, ovvero l’Associazione Italiana Latto-Intolleranti.

L’intolleranza al lattosio: un po’ di geografia

Ti è capitato di domandarti se sia normale per l’essere umano bere latte oltre l’infanzia?  È l’unico tra i mammiferi a farlo. In molti infatti affermano, per dimostrare che i grandi non possano bere latte, che  l’intolleranza al lattosio è diffusa ubiquitariamente nel mondo tra gli adulti.

L’incidenza di questa intolleranza però vede delle differenze geografiche significative. Si stima infatti che il 35% degli adulti nel mondo possiedano una lattasi perfettamente funzionante.

Nello specifico, qualche fatto:

  • In Europa la percentuale di persone adulte con lattasi “non spenta” è maggiore a nord che a sud del continente.
  • In Asia e tra i discendenti dei nativi d’America la persistenza di una lattasi attiva in età adulta è un evento molto raro.
  • In Africa la distribuzione è a chiazze: le regioni legate storicamente alla pastorizia presentano un più alto numero di adulti con lattasi funzionante, le altre molto meno.

L’intolleranza al lattosio: un po’ di storia

Genetisti, biologi, storici ritengono che questa caratteristica distribuzione geografica sia da attribuire al fatto che durante la storia dell’umanità, migliaia e migliaia di anni fa, in maniera del tutto casuale ed indipendente da una popolazione all’altra siano intervenute delle mutazioni genetiche che consentirono di produrre lattasi anche in età adulta: questo evento, che da solo non riesce comunque a spiegare l’enorme variabilità geografica dell’intolleranza al lattosio, potrebbe essere  stato un fattore protettivo per quelle popolazioni in cui l’allevamento rappresentava un’attività di sussistenza migliore dell’agricoltura (ad esempio le popolazioni del Nord Europa rispetto a quelle del bacino del Mediterraneo), popolazioni che dunque potevano avere un alimento ricco e completo disponibile tutto l’anno e da cui ricavare nutrienti ed energia.

Eliminare il latte per poi reintrodurlo gradualmente

La lattasi è un enzima inducibile, ovvero la cui sintesi intestinale è favorita dalla presenza stessa del lattosio che va a scomporre. Questo significa che se non assumi latte o latticini per un po’ di tempo e li reintroduci, ti conviene farlo gradualmente di modo da dare tempo alla tua lattasi di accendersi con la stessa identica gradualità.

Il grado di severità dell’intolleranza al lattosio può variare da persona a persona: c’è chi è molto intollerante e chi lo è molto meno, per questi ultimi allora è molto probabile che l’assunzione di piccole dosi di latte, anche giornaliere, sia assolutamente ben tollerata. Il caffè macchiato, lo yogurt, un po’ di formaggio, pane burro e marmellata non rappresentano per loro un carico eccessivo di lattosio.

Se desideri approfondire l’argomento ecco il video di Dario Bressanini che può esserti utile.

Puoi bere il latte anche se sei intollerante

Se hai un’intolleranza al lattosio saprai già che da anni in commercio esistono latti e formaggi delattosati, ovvero privati di lattosio, in cui durante gli abituali processi di lavorazione del latte viene aggiunto a questo l’enzima lattasi in grado di scindere il lattosio, naturalmente presente, in galattosio e glucosio. L’aggiunta dell’enzima al latte non è l’unico metodo usato per delattosarlo, ma il più diffuso, sicuramente.

Il latte delattosato , così come i formaggi da esso derivati, possiede tipicamente un gusto più dolce, perché il galattosio ed il glucosio sono zuccheri con un potere dolcificante superiore alla molecola di lattosio intera.

Gli alimenti naturalmente senza lattosio

Lo sapevi? Alcuni formaggi sono naturalmente delattosati (ovvero non necessitano dell’aggiunta della lattasi nel mentre che vengono prodotti). Questo, grazie ai processi di stagionatura a cui vengono sottoposti o perché erborinati, oppure grazie alla fermentazione  di batteri aggiunti al latte stesso durante la sua lavorazione.

Alcuni esempi di formaggi, gli unici in cui sia stata dimostrata una percentuale di lattosio <0,01%!

Il latte secondo la scienza

Da un punto di vista scientifico, parrebbe che il latte sia protettivo per alcuni tipi di tumore come il tumore del colon-retto e quello della vescica. Diversamente, sembrerebbero aumentare il rischio di tumore al seno (soprattutto le recidive) e alla prostata.

Detto questo, i medici ed i ricercatori concordano nel dire che i legami tra alimentazione ed il nostro organismo sono complessi e non riconducibili ad un unico effetto: uno stile di vita salutare è l’atteggiamento indubbiamente più protettivo che puoi avere per te e la tua famiglia e, che tu abbia o non abbia un’intolleranza al lattosio, bere latte (se piace) e consumare latticini non eccedendo nelle quantità è sicuramente una scelta ragionevole e niente affatto dannosa alla tua salute. Se invece non piace, molte sono le alternative che puoi avere nel piatto, e puoi scegliere di seguire una dieta altrettanto sana e completa pur escludendo il latte e non per questo temere eventuali carenze.

Curiosità

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese e l’Ayurveda assumere latte o suoi derivati durante le sindromi da raffreddamento o, in generale, durante le infezioni che procurano un’aumentata sintesi di muco ne favorisce ulteriormente la produzione e dunque sarebbe poco consigliabile: lo sanno molti genitori che passano l’inverno a combattere i persistenti raffreddori e le bronchiti dei loro bimbi e che nella fase acuta della malattia scelgono di ridurre o sospendere la quota di latte e derivati che abitualmente i bambini assumono.

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