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Eco Cartoni… animati!

Ottant’anni fa, ecologia era un termine che forse nemmeno gli addetti ai lavori conoscevano. Tra guerra mondiale e guerra fredda apparentemente il problema era che il Pianeta continuasse ad esistere, con buona pace delle sue aree verdi o dello stato di salute delle sue acque.

 

Oggi che il mondo è stato ricostruito, un altro disastro rischia di distruggerci – e no, stranamente non stiamo parlando del collasso economico. Che i Maya avessero o meno ragione, sta di fatto che il mondo non se la passa gran bene e che ogni giorno Mr. Inquinamento amplia il suo dominio.

 

Contro questo pericolo combattono, talora in modo un po’ confuso, ambientalisti ed ecologisti, con gesti più o meno eclatanti. Ma se si pensa che il futuro è… futuro, il primo passo per vivere in un mondo migliore dovrebbe forse essere quello di popolarlo di gente migliore: insegnare l’ecologia e il rispetto per l’ambiente in maniera semplice e divertente ai nostri figli è fondamentale per il futuro del nostro pianeta.
Come tanti piccoli vasetti di creta sono pronti a lasciarsi formare e forgiare non solo dalle regole, ma dalle abitudini che respirano. Il più delle volte mostrando una rara dote selettiva nell’assimilare quanto prima e tanto meglio i nostri comportamenti sbagliati.  Se siete abituati a gettare carte per terra, vostro figlio vi imiterà perché per loro l’emulazione è naturale. Se vi vedrà dare in escandescenze non appena si avvicina un piccolo insetto, fosse anche un’innocua coccinella, allora probabilmente avrà paura degli insetti!

Quale miglior mezzo dunque per parlare a queste piccole spugne assetate di conoscenza di un eco-cartone animato, pronto ad essere assunto ad eroe e modello comportamentale per insegnare loro il rispetto e la tutela per l’ambiente?

 

bambi cartone ecoGià nel 1942 Walt Disney, visionario ecologista o arguto sfruttatore di cerbiatti in via d’estinzione, con Bambi, proponeva un discorso in difesa della natura e dei suoi abitanti. Bambi potrebbe essere classificato infatti come film naturalistico: racconta la vita del bosco e degli animali, in maniera realistica, mixando in modo equo didascalia e humour. Certo, un cartone un tantino melodrammatico (uccidere la madre in tempo zero potrebbe aver segnato i cuori dei bimbi più sensibili), che tuttavia avrebbe poi spianato la strada a quella ricca produzione di documentari sulla natura, realizzati in seguito dalla stessa Disney e imitati un po’ in tutto il mondo con cortometraggi a base di animali, boschi, e montagne.

 

E la natura pare essere spontaneamente soggetto ricercato e amato dai bambini e dell’eco-cartone non può reclamare il colosso americano se  l’infanzia di chiunque nato negli anni ’70-’80 e ’90, disseminati tra i vari robot giapponesi, navi spaziali e personaggi di fantasia, trova tracce, anche se un po’ sbiadite,  di verde.

Barbapapaà cartone eco

 

Ecco i mitici Barbapapà (nati in Francia nel 1970 e uscita in Italia dopo un risciacquo nel mar del Giappone nel 1976), paladini della lotta all’inquinamento, alla speculazione edilizia e al traffico e che per salvare gli animali dalla caccia e dallo smog costruiscono un’arca (tipo quella di Noè) partendo per lo spazio.

 

A raccogliere questo primo messaggio ecologista i Puffi che nonostante fossero blu e non verdi così cantavano nella loro sigla di apertura: “I Puffi sanno rispettare la natura e quello che ci dà. Stanno attenti sai ha non strappare proprio mai i fiori e tutto il verde che nel bosco c’è. Come i Puffi noi dobbiamo fare puffa fero basta un po’ di buona volontà puffafero. Tutto cambierà la nostra terra guarirà così ancor più sereni poi saremo noi”.

 

Un imprinting verde è del resto alla radice della sinceramente sfigatissima Ape Maya, alle gesta del grande David Gnomo o agli Snorky tutti cartoni ambientati in un infinito ecosistema naturale dove i protagonisti sono tutti (o quasi) insetti, animali reali o fittizi e creature letteralmente figlie dei fiori. E che dire di Heidi, abituata ad avere la fortuna di restare a piedi nudi a giocare nei prati, costretta ad andare là in centro a respirare il cemento?!

 

Più sfaccettato ancora, e spesso apprezzato più dagli adulti che dai bambini, il panorama dei film d’animazione che da tempo ormai affrontano con serietà temi e situazioni legate all’ecologia. Dalla Gabbianella all’Era glaciale, alla Ricerca di Nemo, gli esempi non mancano, con risultati spesso soddisfacenti, sia sul piano artistico che su quello degli incassi. L’ultimo arrivato – uscirà il 1 giugno in Italia – è Lorax, il guardiano della foresta, ispirato al romanzo di Theodor Geisel che nel 1970.

 

Con santa pace delle coscienze quindi, potremmo sostenere con convinzione che ogni tanto è lecito piazzare i più piccoli davanti alla televisione e che non è (solo) un modo per tirare il fiato, ma un metodo intelligente per parlare di verde. Con santa pace dei timpani alziamo il volume della tv e abbassiamo quello delle piccole pesti urlanti.
l'era glaciale cartone ecologico

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