Bando alle macchie: i trucchi di zia Raffa.

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consigli bucato ecologicoBuona giornata a tutti,

 

eccoci ancora nella nostra stanza guardaroba alle prese con macchie difficili da eliminare,  ovviamente  cercando di usare rimedi naturali e sani.

 

Quando scegliamo di adottare un modo eco di fare il bucato, uno dei problemi più frequenti che ci si presenterà sarà quello di pre-trattare le macchie da togliere.

 

Pre-trattare le macchie difficili prima di lavare i capi in lavatrice è indispensabile in quanto,  “cuocere” una macchia ad alte temperature o con il ferro da stiro, renderà impossibile eliminarla.

Vi consiglio di lasciare la biancheria in ammollo in una soluzione di percarbonato di sodio, circa 2 cucchiai in un catino.

 

Per le macchie di olio e grasso usate il talco che è un assorbente per eccellenza:  cospargetelo sulla macchia, lasciate agire per mezz’ora poi spazzolate, ripetendo se necessario: risultato garantito.

Se la macchia di unto è di vecchia data applicare dell’amido, appoggiare una carta assorbente con un peso, dopo 30 minuti lavare con sapone di marsiglia tradizionale, strofinare bene e infine lavare in acqua corrente.

 

Se la macchia è di frutta sarebbe bene trattare immediatamente con acqua bollente:

se invece la macchia è secca vi consiglio di provare acqua ed aceto o percarbonato di sodio.

Anche la macchia d’uovo va strofinata con una soluzione di percarbonato, se invece il capo è macchiatod’erba tamponate con aceto.

 

Per le macchie di sangue: mai acqua calda. Immergete la macchia in acqua fresca e molto salata strofinando. Se la macchia è secca lasciate in ammollo per almeno 1/2 ora in acqua fredda a cui aggiungerete cristalli di soda – processo naturale di cristallizzazione del carbonato di sodio – e percarbonato di sodio o acqua ossigenata.  Se invece la macchia è cotta provate a strofinare con acqua ed aceto. I capi delicati vanno lasciati in ammollo con acqua ed aspirina.

 

Che fatica cercare di trovare soluzioni intelligenti, facili ed economiche, che soddisfazione, però, raggiungere lo scopo senza aver danneggiato l’ambiente, la nostra casa !

 

La Zia raffa vi aspetta venerdì prossimo con altre curiosità e trucchetti.

5pm: tea-time, riciclo time!

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utilizzo alternativo tèTormentone degli inglesi, culto dei giapponesi, moda dell’ultimo decennio: il tè fa sempre e comunque parlare di sé, mantenendo il titolo di bevanda più utilizzata, subito dopo l’acqua (e io che avrei scommesso sulla vodka…). La nostra proposta alternativa? Gustarsi un tè godendone il sapore e il… riutilizzo!

 

Tempo di preparazione minima, abilità richiesta ai fornelli nulla, successo di pubblico assicurato. Il tè rientra a pieno diritto tra i mai più senza di qualsiasi dispensa. Fuori piove e ti sei inzuppato in motorino? Eccoti una bella tazza di tè. Hai già bevuto il caffè ma hai proprio bisogno di una pausa? Basta mettere a scaldare il bollitore. Hai carenze affettive ma solo a pensare la parola “cioccolata” jeans iniziano a tirarti? Una bella tazza fumante di tè con un cucchiaino di miele risolveranno la tua voglia di dolce e scalderanno il gelo del tuo cuore (o almeno le pareti del tuo stomaco).

 

Stai già cliacckando su ordina 50 scatole alla sezione del nostro tè…? Brava.

Ma ancora non ti abbiamo detto il meglio!

 

Perché il tè è buono da usare ed è buono…usato.

 

Intrisa la bustina sei solita accartocciarla e gettarla nel cestino? È qui che sbagli bella mia! Le bustine del tè usate sono appena all’inizio del loro ciclo di vita: il potenziale delle foglie più famose del mondo comincia proprio dalla pattumiera.

 

Eccellenti per eliminare le macchie dai tessuti, dalla gomma, inclusa quella ineliminabile delle suole delle scarpe, le bustine di tè usate sono infatti per esempio un ottimo alleato per l’igiene della casa.

 

Se poi vi siete appena caricate con un bel the nero e forte, farete la gioia di mobilia e pavimenti: bastano un paio di bustine aggiunte all’acqua calda per far risplendere mobili e superfici scuri o laccati di nero. L’unica accortezza? Dopo avervi passato le bustine, asciugate per bene con un panno asciutto e morbido.

 

Superfici opache? Aloni? Ditate? Per la gioia di vetri, specchi e affini, specchi ritrovare l’originario splendore è un gioco in bustina: aggiungete la solita economicissima l’acqua calda alle foglie di tè nero, spruzzate, passate con un panno di cotone asciutto e vi sembrerà di vivere nella scarpetta di Cenerentola.

 

Amiche degli ottoni e degli stipetti da cucina le bustine di tè usate sono ottime per rimuovere impronte e aloni, anche dall’argenteria.

 

Odori persistenti? Se vi capita di non riuscire a togliere dalle mani il cattivo odore di pesce o cipolla, potrete usare le bustine di tè, sfregandole tra le dita, per un’effetto deodorante-profumante immediato.

 

Volete stra fare? Più economici e decisamente più radical chic degli Arbre Magique, i tè alla frutta non usati, possono essere usati come profumatori per ambienti, come per l’abitacolo delle auto oppure per gli armadi.

 

E passiamo all’argomento beauty: belle dentro e fuori con il tè. Un tè al giorno leva l’estetista di torno. Chi fa col tè fa per tre… Okay ora la smetto.

 

come riutilizzare bustine di tèSe è noto che idratarsi a suon di tè verde promette miracolosi effetti antiossidanti, non sono forse sufficientemente diffuse e conosciute proprietà astringenti di questo prezioso infuso. Per concedervi una maschera di bellezza rilassante bastano i vecchi filtri. Gallina vecchia fa o non fa buon brodo? Basterà far rinvenire i filtri in acqua calda da usare come base per una emulsione da stendere sul viso.

 

Lo specchio al mattino è molto poco clemente nei vostri confronti e il kit emergenza correttore non basta a farvi apparire più fresche? Per sgonfiare gli occhi stanchi e alleggerire le borse, poggiateci sopra i vostri bei filtrini leggermente strizzati, e lasciarli agire per almeno un quarto d’ora. Per un effetto defatigante ancora più efficace, potete mettere le buste nel freezer per 20 minuti e poi posizionarle sulle palpebre chiuse. Infine, potete usarle (fredde) al posto del tonico e picchiettarle sul viso: avranno un bell’effetto astringente e anti-age.

 

Bocca a prova di bacio? Anche se siete circondate da rospi non dimenticate di essere sempre pronte per il principe azzurro… Un infuso di té verde, unito a foglioline di menta, si rivelerà un ottimo colluttorio rinfrescante naturale.

 

A tutto colore: usato nella preparazione dell’henné, al posto dell’acqua. Il tè nero fornisce vivaci riflessi ramati ai capelli.

 

Più economico ed ecologico di così, c’è solo ecomarket.

Aceto: dalla tavola alla casa, applicazioni bio.

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Buon giorno a tutti, come state? Il sabato si avvicina inesorabile con il suo carico di impegni domestici di cui faremmo volentieri a meno.

 

Anche questa settimana saremo con voi per darvi qualche consiglio che vi faccia vivere la casa in modo semplice e rispettoso dell’ambiente.

 

Non solo condimento, ma anticalcare, detergente e molto altro ancora: come avrete capito oggi vi parleremo dell’aceto e
dei vari usi che se ne possono fare restando nel magico mondo di armadi e guardaroba.

 

Sembra che non ci sia nulla che l’aceto non sia in grado di risolvere. Oltre ad essere una sostanza a buon mercato, amica dell’ambiente caratteristica per noi fondamentale.

 

pulire con l'aceto

Eccovi alcuni suggerimenti tra i più semplici e utili che possiamo applicare quando ci troviamo di fronte a piccoli ma fastidiosi problemini:

 

Aggiungendo mezzo bicchiere di aceto di mele al risciacquo della lavatrice si possono eliminare quegli antipatici pelucchi che spesso rimangono attaccati ai vestiti.

 

Si può usare l’aceto anche per eliminare il calcare dal ferro da stiro a vapore: si riempie la caldaia con acqua e aceto in parti uguali, si fa scaldare e si fa uscire un po’ di vapore, si stacca la spina e si lascia in posizione verticale fino al completo raffreddamento. In seguito si svuota e si sciacqua l’interno con acqua pura. Per pulire la piastra invece si strofina con aceto caldo e sale fino.

 

I mobili in legno non verniciato si lucidano passandoli con olio e aceto in parti uguali, seguendo la venatura naturale e ripassando con uno straccio morbido e asciutto.

 

Se sul legno fosse colata della cera, la si gratterà via delicatamente appoggiandovi sopra una carta assorbente e scaldandola con il ferro da stiro tiepido. Quando tutta la cera sarà stata asportata si ripasserà con uno straccetto imbevuto di aceto e si farà asciugare.

 

Il legno laccato tornerà lucido passandovi sopra uno straccio imbevuto di acqua tiepida e aceto seguendo la venatura del legno, poi ripassando subito con uno straccio morbido e asciutto.

 

 

Per questa settimana  è tutto, ci rivedremo con altre curiosità utili e soprattutto PULITE e con un occhio speciale, come sempre, alla casa di tutti.

riuso creativo: i mille volti delle lattine.

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mille modi per riciclare le lattineUn noto detto popolare dice: “Del maiale non si butta via niente”; mi permetto di fare un appunto: la cosa non riguarda solo il maiale, ma anche le lattine. Sì, avete capito bene, le lattine delle bibite. Quindi, per favore, vorrei rettificare:

 

“Le lattine sono come il maiale: non si butta via niente” .

 

Nessun timore, non sto impazzendo, si tratta solo di un detto che ho coniato alcuni anni fa quando, decisa a lanciarmi nel mondo del riciclo creativo, scoprii con stupore e immenso piacere che le lattine rappresentano una fonte pressoché inesauribile di creatività e che da esse, utilizzandone le linguette, tagliandole, ammucchiandole, schiacciandole, incollandole, modellandole e via dicendo, si può ricavare davvero di tutto! Non mi credete? Immagino le vostre facce sgomente per cui mi spiego meglio: le lattine di alluminio si prestano perfettamente a svariate sfaccettature del riciclo creativo, basta avere un pizzico di manualità e soprattutto tanta, tanta, tanta fantasia!

 

Se il riciclo delle lattine resta sempre di fondamentale importanza, perché generare un nuovo oggetto partendo da alluminio riciclato permette un risparmio del 95% di energia elettrica, e soprattutto perché una lattina abbandonata impiega ben 500 anni per degradarsi, per tutti coloro che non hanno fretta immediata di liberarsi delle lattine usate e buttarle RIGORSAMENTE nel giusto cestino differenziato, sta prendendo sempre più piede il riuso creativo di esse.

 

Ma in cosa consiste il riciclo creativo? Consiste nel prendere il rifiuto che verrebbe buttato e trasformale in qualcos’altro.

 

Per quel che riguarda le lattine le possibilità sono a dire poco incredibili e spaziano in campi davvero inimagginabili!

 

Bigiotteria:

 

Dalle lattine si possono ricavare bellissimi gioielli: bracciali fatti con le linguette, orecchini pendenti, collane di nastro, fili colorati e ritagli di alluminio. Le opzioni e le modalità sono davvero tante e le creazioni ottenute sono originali, uniche nel proprio genere e totalmente green! Un’ottima soluzione per indossare gioielli non convenzionali e per idee regalo carine e sfiziose, a costo zero.

 

Accessori:

 

Con le lattine di alluminio si possono produrre una serie di accessori estrosi e di grande fascino. Non passano certo inosservate, ad esempio, borse, borsette, borsoni e cinture realizzate unendo sapientemente assieme innumerevoli linguette di lattine; il brand Escara studio ad esempio, presente sia in Brasile che in California, ha fatto del riutilizzo delle linguette un vero e proprio business, facendo del riciclo il suo punto di forza. Enormi quantità di lattine, acquistate nelle discariche e disinfettate, si trasformano in oggetti di tendenza e sempre più di moda con l’aggiunta di tre piccoli e semplici ingredienti: uncinetto, filo colorato e inventiva. Dal successo delle borse si declinano poi accessori più piccoli e di uso più comune come pochette, beauty ed anche piccoli porta monete.

 

Abbigliamento:

 

Ebbene sì, cari scettici: è possibile creare anche capi d’abbigliamento con le lattine! Non sto affatto scherzando! Esistono bustini, corpetti, cappelli e persino scarpe! Vedere le foto per credere.

 

Arredamento

 

arredare riciclando lattine

Con un sapiente e creativo riuso delle lattine è possibile persino arredare casa! Lampadari, sedie, tavoli, ma anche sdraio, soprammobili e persino l’albero di natale: ce n’è per tutti i gusti! Il risparmio è totale perché il materiale utilizzato è a costo zero e in questo modo si può dare una mano all’ambiente e, al contempo, sfoggiare arredi di un design unico, che tutti invidieranno.

 

E per la vita di tutti giorni? Ecco che dalle lattine nascono, in poche e facili mosse, simpatici posacenere e utili lanternine, entrambi utili e di sicuro effetto, perfetti anche come regali low budget per Natale.

 

Nel riuso creativo dei rifiuti non può poi mancare lo zampino d’artista, che con materiale di scarto crea l’opera d’arte che ti lascia a bocca aperta, come ad esempio il toro dell’artista Pamina Stewart, ideato per il marchio Coca-Cola ed esposto a Birminghan, davanti ad un centro commerciale, o l’enorme caffettiera creata con lattine usate, esposta al parco Minitalia, Leolandia di Bergamo, per sensibilizzare anche i bambini sull’importanza del riciclo; Le caffettiere italiane infatti sono per la maggior parte ricavate da alluminio riciclato proprio dalle lattine: 37 lattine riciclate danno vita ad una caffettiera.

toro scultura lattine

Casa ecologica? Chiedi a zia Raffa!

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consigli casa ecologica zia raffaCiao a tutti,

 

da oggi vorrei farvi compagnia raccontandovi qualcosa di me attraverso il mio rapporto quotidiano, purtroppo necessario, con il mondo della pulizia della casa e dell’igiene in generale.

 

Mi piacerebbe avvicinarmi insieme e voi ad un modo consapevole ed informato di usare detersivi e detergenti vari cercando di rispettare l’ambiente.

 

La decisione di diminuire il mio impatto ambientale ha origini piuttosto remote: mi sono resa conto che, essendoci nell’ambiente alcuni milioni di sostanze chimiche (di cui parecchie tossiche), usare soluzioni anche più potenti per debellarle non faceva altro che aumentare la loro resistenza.

 

Così ho deciso di limitare il più possibile l’uso di sostanze nocive.

 

Come diciamo nell’introduzione al blog, è nostro dovere curare la nostra casa così come la casa di tutti: occupandoci di essa con la stessa attenzione che dedichiamo al nostro corpo potremmo migliorare in modo significativo l’ambiente in generale.

 

 

Autunno, tempo di cambio…… di armadio!


Siamo armati di naftalina o cerchiamo un antitarme naturale profumato? La naftalina ha possibili effetti cancerogeni ed è considerata altamente tossica per l’ambiente acquatico: direi quindi che la ricerca di un’alternativa è vivamente consigliata!

 

Per prima cosa, laviamo e riponiamo gli indumenti negli appositi sacchi e, con garze, ago e filo, prepariamo dei sacchettini da riempire con erbe che tengano lontane le tarme: lavanda secca, foglie di tabacco, corteccia di cedro e fiori di piretro (un insetticida naturale che per la sua bassa tossicità è uno dei pochi ammessi in agricoltura biologica). Infine aggiungiamo olio essenziale di lavanda per dare un tocco bucolico ai nostri capi.

 

Sarebbe bene cambiare i sacchettini una volta al mese e, se sospettiamo un attacco di tarme, mettere i capi, singolarmente, in frigorifero per qualche giorno.

 

I prodotti che ho indicato si trovano senza problemi in erboristeria.

 

Ci vedremo la prossima settimana con un altro consiglio o suggerimento che ci aiuti a vivere bene l’ambiente, la nostra casa!