Caffè bio

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Caffè bio o caffè non bio? Sicuramente il caffè rappresenta la tradizione italiana ed è divenuto nel corso dei secoli un punto di forza simbolo dell’italianità. Il caffè è la bevanda più diffusa e più amata, lo sai perché? Perché è buono e fa bene 😉

Caffè, cos’è?

Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo, all’interno di un indagine di mercato condotta in Italia su 38 milioni di individui, il 96,8% ha dichiarato di consumare caffè o prodotti che lo contengono.

caffè
copyright: CHICCO Carrobbio – Cafè do Mexico, Milano

Le origini del caffè sono poco conosciute, la prima documentazione storica risale al 900 d.C. e riporta informazioni sull’utilizzo del caffè in ambito medico.

Il caffè si ottiene a partire dai semi di alcune specie di alberi appartenenti al genere Coffea. Questi sono raccolti, essiccati e tostati in modo che si formino i numerosi composti aromatici propri del caffè. Sono molte le piante che appartengono al genere Coffea ma quelle di rilevanza commerciale sono solo due:

  • la varietà arabica, che rappresenta la percentuale maggiore delle miscele fini e delicate, fruttate e dal retrogusto dolce. Generalmente è prediletta dai consumatori del Nord Italia
  • la varietà canephora, più comunemente nota come robusta è usata per miscele forti, cremose, dal retrogusto deciso, con una punta spiccata di amaro ed è maggiormente amata dai consumatori del Sud Italia
caffè Chicco Milano
Il classico caffè espresso napolitano servito da CHICCO Carrobbio – Cafè do Mexico a Milano

Abitudini degli italiani con il caffè

Esistono delle tipologie di caffè radicate con il territorio, infatti abbiamo il Bicerin al nord d’Italia (Torino) che è un caffè con il cioccolato fatto in casa, con l’aggiunta di fior di latte, leggi la ricetta originale a questo link.

Scendendo nella penisola scopriamo la famosa Tazzulella napulitana (Napoli), con il gusto intenso, un aroma persistente per il caffè nero. Continuando a spostarci verso sud, non possiamo non citare il Caffè Salentino (Salento), tipico per la stagione estiva, caffè zuccherato con ghiaccio.

Alla fine troviamo il Caffè Ammantecato (Sicilia), classico caffè siciliano, originario della zona di Trapani, preparato con la Moka, latte di mandorla, caffè in polvere e cannella, leggi la ricetta originale a questo link.

mappa Italia consumo caffè biologico
Abitudini e preferenze degli italiani per il consumo del caffè

Caffè bio o non bio?

Il caffè bio viene definito tale poiché è coltivato attraverso un determinato processo produttivo, regolamentato a livello europeo, volto al raggiungimento di diversi obiettivi, quali [1]:

  • Trasformare il più possibile le aziende in un sistema agricolo autosufficiente attingendo alle risorse locali.
  • Salvaguardare la fertilità naturale del terreno.
  • Evitare ogni forma di inquinamento determinato dalle tecniche agricole.
  • Produrre alimenti di elevata qualità nutritiva in quantità sufficiente.

Negli ultimi anni è aumentata notevolmente la sensibilizzazione delle persone nei confronti della propria salute e a quella del pianeta. Proprio per questo motivo l’agricoltura biologica sta prendendo sempre più piede, tra il 2015 e il 2016 le aziende agricole convertite al biologico sono state più dell’8% [2].

Il caffè bio è coltivato mediante l’impiego di sostanze “naturali” contrariamente alle coltivazioni convenzionali in cui sono impiegate notevoli quantità di concimi e fitofarmaci di sintesi.

È protetto dalla presenza di parassiti ed avversità ambientali attraverso la lotta biologica (in estrema sintesi si tratta dell’impiego di particolari specie di insetti che si nutrono di quelle infestanti), mediante ferormoni (sostanze prodotte dalle piante), con il diserbo manuale oppure con altre piante ad azione protettiva.

Le coltivazioni biologiche permettono quindi di preservare al meglio i terreni e la biodiversità delle specie. Il caffè bio, così come per gli altri prodotti bio, è contraddistinto dal simbolo dell’Eurofoglia (Euro-Leaf) che decreta effettivamente che il processo produttivo sia stato effettuato all’interno di un’azienda biologica.

caffe dal mondo

Caffè bio, caffeina

caffe bio quanta caffeina

L’organizzazione mondiale della sanità ha definito il caffè come un “Non nutritive dietary component”. Ciò significa che il caffè non è considerato un alimento.

In realtà prima della tostatura del caffè sono presenti sia macro che micronutrienti, la maggior parte dei quali, però, non si riscontra nel prodotto finale.

Come tutti sanno all’interno del caffè è contenuta la caffeina, che rappresenta la sostanza psicoattiva più comunemente consumata. È capace di stimolare il sistema nervoso centrale e, a dosi moderate, aumentare la lucidità mentale riducendo la sonnolenza. Generalmente gli effetti stimolanti insorgono dopo 15-30 minuti e svaniscono dopo alcune ore [3].

Proprio per gli effetti provocati dalla caffeina l’uso del caffè è sconsigliato ai soggetti con problemi cardiaci, con disturbi del sonno, a chi soffre di ipertensione, ulcera peptica, dispepsia e gastriti. In questi casi però non è necessario rinunciare al piacere di un buon caffè poiché l’eliminazione della caffeina non ne compromette il gusto. Infatti aroma e gusto dipendono da altri composti aromatici che si sviluppano durante la tostatura.

Caffè bio decaffeinato

Il caffè decaffeinato si ottiene attraverso il lavaggio dei chicchi con solventi chimici come diclorometano e acetato di etile. Nel caso del caffè bio, contrariamente, sono diverse le aziende che utilizzano il metodo Swiss Water.

Questo metodo consente di estrarre la caffeina attraverso l’impiego di sola acqua in modo da conservare al meglio le proprietà organolettiche del chicco e nel pieno rispetto della salute del corpo e dell’ambiente. Difatti l’acqua è riutilizzata al 100%: viene solo rimossa la caffeina raccolta durante la decaffeinizzazione.

Anche per questo motivo trovate una selezione di caffè lavorato con il metodo Swiss Water,  su Ecomarket.Bio.

Caffè bio, fa male?

È importante però sapere che gli effetti negativi associati al caffè sono dose-dipendenti.

La dose sicura di caffeina è di 400 mg [4] e corrisponde circa a cinque tazzine di caffè espresso.

Lo sai che

Oltre alla caffeina sono presenti altre sostanze marginali ma comunque molto rilevanti.
È il caso dell’eicosanoyl-5-hydroxytryptamide (EHT), una sostanza che pare possa proteggere dall’Alzheimer [5]. Altri componenti minoritari sono polifenoli, melanoidine e diterpeni che potrebbero avere un’azione protettiva nei confronti del cancro al colon-retto, uno dei più diffusi [6].

Un consumo moderato di caffè consente di [7]:

  • Ridurre le crisi asmatiche;
  • prevenire i danni ossidatitivi;
  • stimolare la produzione di saliva;
  • contrastare l’azione dell’alcol;
  • rallentare la perdita di massa muscolare;
  • migliorare la sensibilità all’insulina.

Negli anni 90 il caffè fu inserito dalla IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) nella lista delle sostanze potenzialmente cancerogene poiché sospetto di un legame con il cancro alla vescica.

Successivamente gli esperti hanno condotto diversi studi ed hanno concluso che non ci sono evidenze scientifiche per considerarlo cancerogeno. Anzi, al contrario, la ricerca scientifica ha dimostrato che il caffè ha un’azione protettiva nei confronti di diverse tipologie di tumore [8].

Caffè bio, in capsula o in cialda?

La risposta, come per la maggior parte delle domande, è dipende. Entrambe ti forniscono una soluzione molto pratica poiché sono monodose ed usa e getta, generalmente contengono dai 5 ai 7 g di caffè in polvere. A prima vista puoi distinguere una capsula da una cialda poiché:

  • La capsula è costituita da un involucro di plastica o alluminio, chiusa ermeticamente in modo da conservarne l’aroma e preservare il caffè da umidità e calore.
  • La cialda invece presenta un filtro di cellulosa che racchiude la polvere di caffè.

Dal punto di vista ambientale è facile comprendere che la cialda rappresenta l’alternativa maggiormente eco sostenibile. Tuttavia è bene sapere dell’esistenza di alcune aziende, anche se non molto numerose, che producono cialde compostabili. A tal fine è stato brevettato il materiale plastico Alox® privo di alluminio e compostabile per il 100% nella plastica.

(Massimo Dusi, nel video, fondatore di Caffè dal Mondo, ci spiega brevemente la cultura e la produzione dietro alle nostre capsule compatibili)

Questo materiale riveste esternamente la capsula per mantenere inalterato il prodotto in atmosfera modificata per 24 mesi. La parte interna della capsula è invece costituita completamente da fibra vegetale e può essere smaltita insieme all’umido.

Per quanto riguarda il gusto la preferenza dell’una o dell’altra è una scelta molto personale che varia a seconda del palato di ogni individuo.

Generalmente la capsula, essendo sigillata con chiusura ermetica, preserva maggiormente l’aroma rispetto alla cialda e per questo probabilmente è preferita dagli amanti di un caffè intenso e corposo. Ciò nonostante l’uso della cialda è preferito da coloro che prediligono un gusto morbido, anche se in realtà, il risultato finale dipende quasi esclusivamente dalla miscela utilizzata.

Caffè bio, marche

Oggigiorno iniziano ad essere diverse le aziende che propongono caffè bio ed equo solidale. Quelle selezionate che proponiamo sul nostro sito sono le seguenti:

  • Caffè dal Mondo
  • Probios
  • Alcenero
  • Altromercato

Tutti i loro prodotti li potete trovare al seguente link .

Distribuzione automatica del caffè in Italia (Vending Machine)

Chi dice che il caffè dell’automatico non è buono? E’ in assoluto il prodotto più consumato dell’automatico, con l’86% dei volumi del caldo. Con circa 2,8 miliardi di consumazioni nel 2018, segno che il caffè può essere buono anche nella distribuzione automatica.

Il mercato della distribuzione automatica vale quasi 4 miliardi di euro in generale in Italia (di cui circa la metà, per 2 mld di vendite solo caffè caldo tra cialde e capsule) siamo leader con circa 822.175 installazioni, seguono Francia con 598.000 e Germania con 570.000 distributori installati.

Un mercato fiorente di cui siamo i migliori consumatori: questo implicitamente significa che vengono utilizzate dagli operatori del settore sempre più miscele di qualità.

vending machine italia

Le nostre video ricette con il caffè

BIBLIOGRAFIA
[1] Ivo Totti, L’azienda agricola biologica, l’esperienza di Ivo Totti
[2] https://aiab.it/il-bio/
[3] “Scientific Opinion on the safety of caffeine”. EFSA Journal 2015;13(5):4102
[4] http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_261_allegato.pdf
[5] Basurto-Islas G, Blanchard J, Tung YC, Fernandez JR, Voronkov M, Zhang S, Iqbal K.         “Therapeutic benefits of a component of coffee in a mouse model of Alzheimer’s disease”. Neurobiol Aging. 2014 Dec; 35 (12): 2701-12.
[6] https://www.focus.it/scienza/salute/il-caffe-non-e-piu-possibilmente-cancerogeno
[7] Vitaglione P, Fogliano V, Pellegrini N. ” Coffee, the function of the colon and colorectal cancer”. Food Funct. 2012 Sep;3(9):916-22.
[8] Cano-Marquina A1, Tarín JJ, Cano A. “The impact of coffee on health”. Maturitas. 2013 Maggio; 75 (1): 7-21