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Bucato ecologico!

Buona giornata a tutti,

eccoci ancora su questo blog per parlare di pratiche virtuose in ambito casalingo.

 

Vi avevo accennato della grande passione di Marco, mio marito, per la cucina ma non vi avevo ancora parlato della super passione per la corsa.

Si allena almeno tre volte alla settimana e affronta gare veramente impegnative: trail e ultratrail – gare in sentieri di montagna – maratone, mezze maratone, kilometro verticale, tapasciate.

Ha, in pratica, una seconda vita che condivide con un gruppo di amici fanatici come lui, che si trovano alle sette del mattino al parco sotto casa per correre e programmare il fine settimana podistico.

 

lavaggio capi sinteticiVi sto tediando con questi particolari perché vorrei introdurre un argomento che mi sta molto a cuore: il lavaggio dei capi sintetici e tecnici.


Potete immaginare quanto sia importante la qualità del detersivo quando i capi vengono a contatto con la pelle in situazioni di stress quali sudore,  pioggia, gran caldo e umidità.

 

Se il detersivo é ecologico, delicato e ipoallergenico non procurerà irritazioni e allergie rispettando il Ph della pelle oltre a non avere nella sua composizione componenti che creano residuo e che andranno a riversarsi nelle acque dei fiumi e infine nel mare.

 

 

Nel marzo di quest’anno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il rapporto “Panni Sporchi 3” di Greenpeace, ha rivelato come alcune sostanze pericolose usate per la produzione di abiti di grandi marche, vengono rilasciate nell’ambiente dopo il lavaggio degli articoli in lavatrice.

 

Una volta disperse in acqua, queste sostanze non sono trattenute dai sistemi di depurazione e si trasformano in nonilfenolo, un composto tossico che non si degrada facilmente e che è in grado di alterare, anche a livelli molto bassi, il sistema ormonale dell’uomo.

 

Dopo un solo lavaggio questi composti pericolosi fuoriescono dai tessuti, quindi il mio consiglio è di lavare una volta gli indumenti prodotti fuori dall’Unione europea prima di indossarli.

 

Naturalmente sono le aziende tessili che devono affrontare il problema e si devono impegnare ad eliminare le sostanze pericolose nell’intera filiera: anche se l’uso di nonilfenoli etossilati nell’industria tessile è bandito nell’Unione europea, queste sostanze pericolose, infatti, continuano ad arrivare tramite canali di mercato.

 

 

Le grandi marche stanno attuando politiche ambientaliste certificando il non utilizzo di queste sostanze da parte dei fornitori extra UE. Diciamo che si tratta di una filiera all’interno della quale si ” certificano ” comportamenti corretti dal punto di vista Ambientale.

 

 

In conclusione il mio consiglio è di informarsi sempre sulla provenienza dei capi tecnici e di usare detersivi ecologici che li mantengono morbidi e li fanno durare più a lungo.

 

Vi aspetto la prossima settimana con altre informazioni e curiosità

Bucato ecologico!

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