Dieta senza glutine per la Celiachia. È realmente così?

dieta senza glutine

Dieta senza glutine, ad oggi l’unico trattamento per la cura della celiachia è una dieta senza glutine. Sin qui è un’informazione, ormai, comune a tutti.

Ma seppur seguendo un regime alimentare senza glutine l’esposizione al glutine persistesse? Ovvero, seppur evitando con cura , almeno in apparenza, tutte le fonti di glutine le persone celiache ne ingerissero comunque in quantità tale da procurare danni alla parete del loro intestino? Cioè da mantenere attiva la malattia?

La contaminazione del glutine è un evento molto comune.


È questa una prospettiva da sempre motivo di attenzione per celiaci e medici perché la contaminazione da glutine è un evento molto comune e di facile accadimento e perché la quota di glutine necessaria ad un celiaco per manifestare i sintomi e per “non spegnere” l’infiammazione intestinale è davvero bassa, appena oltre i 50 mg di glutine al giorno, questo considerato che un panino può contenere fin oltre i 2 grammi di glutine.

Celiachia: esclusione totale del glutine.

La Celiachia è una malattia autoimmune che procura un’infiammazione cronica dell’intestino tenue a coloro che geneticamente predisposti ingeriscono il glutine, proteina presente in alcuni cereali come il grano, il kamut, l’orzo, la segale e il farro.

È diagnosticabile tramite specifiche analisi del sangue e biopsia intestinale e se non trattata può portare a sviluppare malattie e danni intestinali irreversibili.

Il trattamento però non è farmacologico ma alimentare e comportamentale e consiste nell’esclusione totale del glutine.

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La diagnosi certa di intolleranza al glutine

Dieta senza glutine: diagnosi di intolleranza al glutine
Dieta senza glutine: diagnosi di intolleranza al glutine

La diagnosi di celiachia può essere posta mediante esami sierologici e bioptici dei villi intestinali.
La determinazione degli anticorpi antitransglutaminasi IgA (in abbinamento con dosaggio IgA) è da considerarsi come test di prima scelta. In caso di positività si possono dosare gli anticorpi antiendomisio (EMA) come test di conferma.

Mentre gli anticorpi anti gliadina (AGA) sono da utilizzarsi solitamente nei bambini di eta’ inferiore ai 2 anni .

L’esame bioptico consiste nel prelevare dei campioni di tessuto a livello del tratto intestinale del duodeno e del digiuno. La presenza di eventuali alterazioni istologiche di questi campioni vengono valutate secondo una classificazione accettata universalmente ( classificazione di Marsh).

La sensibilità al glutine non celiaca (NCGS)

Negli ultimi anni sta emergendo una condizione patologica denominata “non celiaca sensibilità al glutine” (NCGS) distinta dalla classica malattia celiaca e dall’allergia al grano IgE.
La NCGS può causare sintomi a livello intestinale (dolori, gonfiori, malassorbimento) e sintomi vaghi extra intestinali quali: mente “annebbiata”, dolori articolari, mal di testa.

La causa della NCGS è da ricercarsi nell’attivazione del sistema immunitario innato. Ad oggi, a differenza della Celiachia, non esistono ancora dei marcatori ematici specifici per poter porre diagnosi di NCGS.

I prodotti senza glutine devono essere certificati.

In tutta Europa e negli Stati Uniti i prodotti che possono essere certificati in etichetta “senza glutine” devono possedere una quota di glutine < a 20 ppm. Questo per legge. Al di sotto di questa soglia il prodotto è infatti considerato privo di glutine, ovvero con un quantitivo di glutine talmente basso da assicurarne un’ingestione complessiva giornaliera ben al di sotto della soglia limite di 50 mg.

Dunque fatta la diagnosi di celiachia il passaggio ad una dieta senza glutine è, seppur non completamente indolore, necessario. Consiste in una vera e propria rieducazione alimentare senza glutine, non facile da realizzare appunto, soprattutto in Italia paese della pasta e della pizza, e a cui dovrà sottoporsi non solo il diretto interessato ma tutta la sua famiglia.

Dieta senza glutine contro la celiachia: non è una passeggiata!

Non è facile seguire un’alimentazione che sia completamente senza glutine perché la possibilità che ci siano contaminazioni da glutine, anche solo nella preparazione del pasto in cucina, è elevatissima.

La soglia di attenzione del paziente che inizia una dieta senza glutine dovrà essere alta e dovrà mantenesi tale nel tempo, considerate le innumerevoli varianti che l’organizzazione di un pasto comporta: l’utilizzo di una cucina in comune con altri familiari non celiaci, i pasti fuori casa, l’organizzazione di vacanze lontano da casa.

Celiachia: il problema delle contaminazioni in una dieta senza glutine.

Attualmente si stima che il 30% di pazienti con diagnosi di celiachia e che hanno adottato una dieta senza glutine mostra ancora sintomi ed un danno alla mucosa intestinale ad un anno dall’inizio della terapia (pazienti refrattari).

Qui le indicazioni. Come eliminare la contaminazione da glutine per i pazienti refrattari con malattia celiaca.

Come è possibile?

Si pensa che queste persone possano avere un’attivazione del sistema immunitario intestinale glutine-indipendente o che, nonostante la dieta senza glutine, continuino ad assumere inconsapevolmente o per scarsa attenzione, tracce di glutine nel cibo che mangiano.

Dieta senza glutine: 7 consigli per eliminare il glutine. 

  1. Ricontrolla le liste degli ingredienti di tutti i cibi che abitualmente mangi perché queste potrebbero esser cambiate nel tempo senza che tu lo sappia e in caso di dubbio contatta direttamente l’azienda produttrice chiedendo specifiche di quali siano le procedure che realizzano per evitare eventuali contaminazioni da glutine. Questo soprattutto se l’azienda produttrice lavora nello stesso stabilimento prodotti naturalmente privi di glutine e prodotti naturalmente contenenti il glutine.
  2. Controllare i prodotti certificati senza glutine per celiaci sul prontuario AIC (associazione italiana celiachia). 
  3. Ricontrolla i farmaci che assumi. In teoria tutti i farmaci in commercio sono sicuri per chi soffre di celiachia e ha bisogno di seguire una dieta senza glutine. Questo perché il quantitativo di glutine presente nei farmaci è ben al di sotto dei limiti di sicurezza previsti.
  4. Controlla i farmaci omeopatici, che non essendo ad oggi considerati medicinali non sottostanno alla Normativa Europea di riferimento. In questo caso vi consigliamo di rifarvi al sito dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC) e direttamente al produttore per chiederne specifiche informazioni.
  5. Rivaluta la frequenza e le strategie usate nei tuoi pasti fuori casa.
  6. Assicurati di ingerire solo avena certificata senza glutine.
  7. Rivedi tutti i processi che metti in atto in casa per evitare una possibile cross-contaminazione, includendo in questi anche l’uso di utensili puliti o appositamente dedicati a te e solo a te, come possa essere il tostapane, i condimenti, le bilance pesa alimenti.

La cosmesi e il glutine.

Una ultima nota, direttamente dal sito dell’AIC. L‘assunzione del glutine deve comunque avvenire per via alimentare per attivare la malattia nei pazienti con celiachia. 

I cosmetici e i prodotti per detergere la pelle non rappresentano una possibile fonte di contaminazione del glutine, e neppure rappresenta un problema il glutine inalato in ambienti  lavorativi, come potrebbero essere una panetteria o una pasticceria .

In  questi casi, si consiglia al più di usare una mascherina protettiva così che si eviti il deposito del glutine in bocca e la sua ingestione accidentale.

Le video ricette senza glutine.

Ti consigliamo qualche ricetta sfiziosa e gustosa senza glutine. La dieta senza glutine non deve essere una privazione ma un’alternativa che permette di sperimentare e conoscere nuove abitudini e nuovi sapori.

Ricordiamo per chi è celiaco di accertarsi che gli ingredienti siano certificati senza glutine e presenti nel prontuario AIC (Associazione Italiana Celiachia) e che non abbiano subito contaminazione da glutine di nessun tipo, anche se privi naturalmente di glutine.

Dessert di crema di riso integrale e cannella

Cecina croccante con patate e cipolle

Dieta Detox con i superfood (Workshop Milano)

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La Dieta Detox con i superfood, speciale Workshop  Detox 🌱 “The Clever Kitchen” con la nutrizionista Susan Tomassini di Foodwise, tenuto a Milano martedì 23 gennaio 2018.

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Qual è la differenza tra calorie buone e calorie cattive

Esistono le calorie buone e calorie cattive? “Una caloria è una caloria”, ti sarà capitato di sentir dire, il che in parte è vero ma solo in parte, perché in qualche misura le calorie contano in maniera diversa tra loro. Esistono calorie buone e calorie cattive infatti, ovvero cibi che pur apportando la stessa quantità calorica possiedono un valore nutrizionale diverso tra loro.

Vediamo nello specifico perché si fa questa distinzione.

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