Obesità infantile in Italia

Obesità infantile in Italia

L’ obesità infantile è un problema mondiale che coinvolge maggiormente i bambini di paesi sviluppati, spesso anche di paesi in via di sviluppo, e li accompagna fino all’età adulta. E’ stato stimato che il 50% delle persone obese in tenera età sarà obeso anche da adulto [6].

Obesità infantile e malnutrizione: le due facce della stessa medaglia

L’obesità è una condizione medica caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo che può portare effetti negativi sulla salute con una conseguente riduzione della qualità e dell’aspettativa di vita. Nonostante il numero delle persone che soffrono la fame sia in crescita, come mostra il rapporto sulla sicurezza alimentare globale dell’Unicef [1], secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica.

41 milioni bambini

L’OMS afferma che che ci sono 41 milioni di bambini al mondo sotto i cinque anni in sovrappeso o obesi.

Sia l’obesità che la “sottonutrizione” rientrano all’interno della definizione di malnutrizione. Difatti con questo termine si fa riferimento a due forme:

  • malnutrizione per eccesso, che caratterizza principalmente i paesi ricchi ed ha come conseguenze sovrappeso e obesità;
  • malnutrizione per difetto, che caratterizza invece i paesi poveri ed ha come conseguenze anoressia e diverse patologie da carenza di macro e micronutrienti.

Obesità infantile: le cause

L’obesità è ha un origine multifattoriale per cui le cause che la generano sono molteplici, alcune più evidenti di altre. Prima tra tutte una sovralimentazione che porta sia ad un aumento del volume delle cellule del tessuto adiposo (ipertrofia) che un aumento del numero di tali cellule (iperplasia). Quest’ultimo fenomeno è caratteristico proprio dell’età infantile. Accanto ad una scorretta e squilibrata alimentazione è generalmente presente anche una ridotta attività fisica ed uno stile di vita sedentario.

Spesso la televisione, i videogiochi ed i cellulari (limitate l’uso dei cellulari) occupano lo spazio libero dei più giovani sottraendo tempo ad attività all’ aria aperta e sport che possono essere altrettanto piacevoli e apportare benefici inestimabili alla loro salute.

D’altra parte anche la vita molto impegnata dei genitori può giocare a sfavore dei figli, difatti solo un bambino su quattro viene accompagnato a scuola a piedi o in bici nonostante disti pochi metri da casa. Un altro fattore di rischio è la familiarità.

Un’indagine multiscopo realizzata dall’ISTAT nel 2000 dimostra che circa il 25% dei bambini ed adolescenti in sovrappeso ha un genitore obeso o in sovrappeso, mentre la percentuale dei bambini sale a circa il 34% quando sono obesi o in sovrappeso entrambi i genitori [4].

Per quanto riguarda la natura ereditaria dell’obesità, sono state evidenziate alterazioni di alcuni geni aventi un ruolo nella produzione delle cellule adipose, ma gli studi sono tutt’ora in corso.

Obesità infantile: i rischi

Le conseguenze che l’obesità infantile comporta sono diverse, le possiamo distinguere in conseguenze precoci e tardive.

  • conseguenze precoci: in primis annoveriamo disturbi psicologici. I bambini obesi e in sovrappeso possono sentirsi a disagio e vergognarsi, fino ad arrivare ad un vero rifiuto del proprio aspetto fisico. Spesso sono derisi da parte dei coetanei, rischiano di perdere l’autostima e di isolarsi. Ciò rischia di instaurare un circolo vizioso che li porta ad uscire meno di casa, a passare molto tempo davanti alla tv e ad iperalimentarsi usando il cibo come valvola di sfogo.
    Non sono rari problematiche di tipo articolare (dovuti al carico eccessivo) e soprattutto disturbi dell’apparato digerente e respiratorio.
  • conseguenze tardive: in primis l’obesità infantile è un grande fattore di rischio per l’obesità in età adulta. Inoltre è collegata ad una maggior predisposizione per patologie che riguardano l’apparato cardiocircolatorio (ipertensione, coronaropatie,…), il muscolo scheletrico (insorgenza precoce di artrosi) e l’assetto metabolico (diabete mellito, dislipidemie…). Può essere anche la causa di disturbi alimentari fino allo sviluppo di tumori del tratto gastroenterico.

 

Obesità infantile nel mondo

L’obesità infantile è un problema relativamente recente. Dopo la seconda guerra mondiale il problema principale era costituito dalla sottonutrizione per ovvie ragioni. Tuttavia nel giro di qualche anno la situazione mutò radicalmente. Uno studio condotto nel 2017 dall’Imperial College di Londra e l’OMS mise in evidenza come il numero di bambini ed adolescenti obesi tra i 5 e i 19 anni nel mondo sia aumentato di 10 volte dal 1975 al 2016.

Nello stesso periodo il numero di adulti obesi è passato da 100 milioni (nel 1975) a 671 milioni (nel 2016). Se la tendenza osservata continuerà nel 2022 ci saranno più bambini e adolescenti obesi e sovrappeso che normopeso.

L’aumento dei livelli di obesità infantile e degli adolescenti nei paesi a basso e medio reddito, in particolare in Asia, è accelerato dal 1975 mentre nei paesi ad alto reddito si sta osservando un rallentamento e, in alcuni casi, una stabilizzazione della tendenza.

L’aumento maggiore del numero di bambini e adolescenti obesi si è osservato in Asia Orientale, nei paesi di lingua inglese ad alto reddito (USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Irlanda e Regno Unito), in Medio Oriente e in Nord Africa [5].

Obesità infantile in Italia

obesita infantile in italia

Nell’ Unione Europea si stima che in media un bambino su otto tra i 7 e gli 8 anni sia obeso e l’Italia si pone tra i primi paesi comunitari per i maggior valori di obesità infantile. Di fatti Italia e Spagna presentano un tasso di obesità infantile del 18% seconde solo a Cipro il cui tasso è pari a 20%.

Tra il 2017 e il 2018 sono stati stimati circa 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti in eccesso di peso, pari al 25,2% della popolazione tra i 3 e i 17 anni. Analizzando tali dati si riscontrano però forti differenze, quali:

  • differenze di genere, una più ampia diffusione dell’eccesso di peso è presente negli individui di sesso maschile (27,8% nei maschi contro 22,4% nelle femmine)
  • differenze geografiche, passando da nord a sud l’eccesso di peso tra i minori aumenta significativamente (18,8% Nord-ovest, 22,5% Nord-est, 24,2% Centro, 29,9% Isole e 32,7% Sud).

La situazione attuale è leggermente migliore rispetto a quella di dieci anni fa, dove il tasso della popolazione tra i 3 e i 17 anni con eccesso di peso corrispondeva al 28,5%. Un leggero aumento è stato rilevato anche nella percentuale di bambini che consumano regolarmente 4 o più porzioni di frutta e verdura.
I miglioramenti ottenuti, probabilmente da attribuire alle tante campagne di sensibilizzazione ed informazione fatte anche nelle scuole dai nutrizionisti, restano una magra consolazione.
Infatti i bambini italiani rivestono i primi posti in Europa per il maggior numero di obesità e sovrappeso [6].

Tuttavia il tentativo è quello di riscoprire i principi della dieta Mediterranea come riportato nel decalogo antiobesità della SIP (Società Italiana di Pediatria) [7]. Dieta che per millenni ha accompagnato la storia di questi popoli donandogli forza e salute, oggigiorno sembra aver perso il suo fascino.

Obesità infantile: le linee guida del Ministero

La prevenzione per l’insorgenza dell’obesità inizia già durante la gravidanza. La letteratura scientifica ha infatti dimostrato che ciò che accade in questi periodi può influenzare la predisposizione a varie malattie nelle età future. Per prevenire l’obesità infantile è necessario [8] :

  • non fumare durante la gravidanza ed evitare un eccessivo aumento di peso nel corso della gestazione
  • allattare al seno il neonato per i primi sei mesi, compatibilmente con le possibilità della madre
  • evitare l’introduzione precoce di sale e zucchero aggiunto
  • seguire i principi della dieta mediterranea con almeno 5 porzioni tra frutta e verdura privilegiando le fonti vegetali di proteine
  • incentivare quotidianamente il bambino al movimento (sport, giochi dinamici, percorsi a piedi).

Il Ministero della Salute indica per bambini, senza complicanze mediche, con un’ alimentazione abituale nettamente ipercalorica essere consigliato procedere con dieta normo-calorica, associata ad un potenziamento dell’attività fisica.

Lo scopo è quello di indurre un calo di peso leggero e costante ed iniziare ad apprendere i principi del mangiar sano. Di fronte ad adolescenti affetti da obesità ed in presenza di complicanze associate si consiglia di ricorre a interventi dietetici più mirati associati all’educazione nutrizionale. In tale percorso è bene essere accompagnati dall’aiuto di esperti senza rischiare di cadere nella moda delle diete, spesso troppo restrittive e sbilanciate[9].

Obesità infantile: l’attività fisica, un alleato imprescindibile

Per prevenire o curare l’obesità infantile, accanto ad un’adeguata alimentazione, l’attività fisica riveste un ruolo fondamentale. Per attività fisica si intende tutto ciò che permetta al bambino di fare movimento.

Devi quindi proporre passeggiate, gite in bici e giochi dinamici. Iscrivere tuo figlio ad uno sport è molto importante sia per la sua salute fisica che per la sua vita sociale. Spesso all’interno di una squadra si creano dinamiche che permettono ai bambini di aumentare la propria autostima e di sostenersi a vicenda. A volte si instaurano nuove amicizie ed anche un po’ di sana competizione che li sprona ad impegnarsi.

Lo sport però non deve essere visto come un alibi per astenersi da altri tipi di attività dinamiche. Fare sport due volte a settimana probabilmente non è sufficiente perché tuo figlio sia in salute se il resto del tempo lo passa seduto davanti ad uno schermo.

Tu genitore in questo caso hai un ruolo molto importante. Devi essere il primo a dare l’esempio quotidianamente e a proporre a tuo figlio di passare del tempo all’ area aperta.
Ad esempio i brevi tragitti, come casa-scuola o casa-palestra, puoi percorrerli a piedi, puoi portare tuo figlio a trascorrere un pomeriggio al parco, puoi coinvolgere qualche compagno di scuola ed organizzare un giro in bicicletta all’ interno delle zone verdi presenti in città,

E’ chiaro quindi che l’attività fisica sia basilare nella prevenzione e nella cura dell’obesità infantile e deve essere svolta con regolarità: tutti i giorni.
Una regola d’oro per tenere lontano sovrappeso e obesità, valida a tutte le età della vita, è appunto trascorrere mediamente almeno 60 minuti al giorno in attività fisica moderata/intensa. [8].

 

Obesità infantile: l’importanza del ruolo genitoriale

Il genitore ha un ruolo di guida nella vita del proprio figlio. Così come in vari ambiti della vita il genitore è il primo esempio ed il primo insegnante. Anche per quanto riguarda l’educazione alimentare è così.
I bambini tenderanno a riprodurre ciò che vedono fare ai genitori. Sebbene il buon esempio a volte non sembra bastare, alla lunga sarà premiato. Questo è estremamente importante perchè mette nella condizione i genitori di acquisite una conoscenza sufficiente sugli alimenti e su come organizzare dei pasti equilibrati.

“Quando i genitori abdicano al ruolo di guida e si trasformano in pronti servitori dei propri figli, fallisce il loro progetto educativo, che dovrebbe invece basarsi sul riconoscimento e sulla risposta ai bisogni “reali” dei bambini.

La risposta indifferente, accondiscendente o indeterminata alle richieste momentanee di un figlio, non renderà né lui né noi in grado di capire quali siano realmente i suoi bisogni. Dire di no, ad esempio, alle sue continue richieste di cibo spazzatura, dettate e spinte dalla pubblicità, non è un mancato atto d’amore, ma l’esercizio di un strumento educativo insostituibile; l’autorevolezza, che aiuterà lui a diventare un adulto consapevole e responsabile e noi a rimanere la guida affidabile di cui ha bisogno”[10].

Obesità infantile: Consigli utili

  • Sei l’esempio per i tuoi figli!
    Non pretendere che tuo figlio mangi verdure se nemmeno tu lo fai, per esempio.
  • Insegnali a non mangiare quando gli pare ma solo in determinati momenti
    I 5 pasti sono la base di un’alimentazione regolare.
  • Non acquistare cibi spazzatura e limita le uscite fuori e nei fastfood.
    Educateli a ricercare certi solo nelle occasioni speciali e non nella quotidianità. 
  • Non acquistare cibo che non sia presente sulla tua lista della spesa.
    Pianifica cosa si mangiare nei giorni successivi ti garantisce un’accurato controllo sull’assunzione di cibo (e risparmio domestico).
  • Cambia le sue abitudini in modo graduale e con furbizia.
    Fargli sparire le merendine da un momento all’altro, ad esempio, avrà solo l’effetto di farlo arrabbiare senza ottenere nessun risultato.
  • Non lasciare in tavola il piatto di portata contenente la pietanza dal quale tutti possono servirsi a piacere
    Verrà spontaneo finire il cibo presente sulla tavola, ma se questo cibo fosse stato troppo per tuo figlio?
  • Non devono esistere alimenti proibiti o tabù.
    Non pronunciare frasi tipo “quello non lo puoi mangiare” perché ne aumenterà ancora di più il fascino ed il suo richiamo.
  • Proponi pietanze nuove venendo incontro il più possibile ai gusti del bambino.
    Ti lamenti che a tuo figlio non piacciano le zucchine ma gliele hai proposte solo bollite? E’ legittimo che non gli piacciano! E’ giusto che tu vada incontro ai gusti di tuo figlio ma non permettergli di approfittarsene.
  • Non mettere mai il cibo sul piano del ricatto o delle ricompense.
    Non pronunciare frasi tipo “se mangi questo spinacio ti compro il gioco che volevi…”. Il cibo è nutrimento non ricompensa!
  • Coinvolgi e responsabilizzare tuo figlio.
    Portalo con te a fare la spesa e fagli scegliere quale prodotto acquistare tra le opzioni che gli proponi. Tu lo guidi, lui sceglie.

Video ricette per i bambini

Pesciolini di frutta

Pesciolini di frutta: una ricetta originale per far mangiare la frutta ai più piccoli. Un’idea sana e golosa con gallette di mais, formaggio spalmabile e fragole. Per i bimbi e le mamme la merenda è il momento più bello da condividere e per divertirsi insieme.

Muffin al limone

Golosa merenda per i tuoi bambini, sana e leggera. Muffin al limone con solo zucchero di canna, latte di riso e farina di riso. La ricetta è senza lattosio e, anche, vegana perché non contiene alcun ingrediente di origine animale.

Alimentazione in età scolare con Wanda Rizza – nutrizionista

Cosa occorre per garantire un’alimentazione corretta nei bambini in età scolare? Segui i consigli della nostra nutrizionista.

BIBLIOGRAFIA

  • [1] UNICEF, 2018, — “The State of Food Security and Nutrition in the World 2018”
  • [2] Moreno, L.A., Rodríguez, G., Guillén, J., Rabanaque, M.J., León, J.F., and Ariño, A. Anthropometric measurements in both sides of the body in the assessment of nutritional status in prepubertal children. Eur J Clin Nutr. 2002; 56: 1208–1215
  • [3] Lee, S., Bacha, F., Gungor, N., and Arslanian, S.A. Waist circumference is an independent predictor of insulin resistance in black and white youths. J Pediatr. 2006; 148: 188–194
  • [4] https://www.istat.it/it/files/2015/09/Dimensioni-salute.pdf
  • [5] “Worldwide trends in body-mass index, underweight, overweight, and obesity from 1975 to 2016: a pooled analysis of 2416 population-based measurement studies in 128·9 million children, adolescents, and adults”
  • [6] ISTAT, 2019, Comunicato Stampa-condizioni economiche delle famiglie, salute e sanità
  • [7] https://www.sip.it/2017/12/04/decalogo-anti-obesita-dal-concepimento-lintera-vita/
  • [8] https://www.sip.it/2017/12/18/obesita-infantile-quello-devi-sapere/
  • [9] http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_1000_listaFile_itemName_1_file.pdf
  • [10] Dal libro “Il cibo dell’accudimento” di Giusi D’urso

Olio extravergine di oliva

olio oliva header articolo ecomarketbio

Olio extravergine di oliva.
L’olio extravergine di oliva è un alimento straordinario e porta con sé innumerevoli proprietà e benefici per salute. E’ il cibo che più di tutti gli altri caratterizza la dieta Mediterranea di Ancel Keys.

L’inventore della Dieta Mediterranea non era un italiano ma lo statunitense Ancel Keys, ma è diventato un italiano di adozione perchè trascorse e dimostrò scientificamente l’efficacia dei suoi studi “Seven Countries Study” in Italia, nel Cilento in provincia di Salerno.

Olio extravergine di oliva - Ancel Keys è l'autore di "Seven Countries Study" sui cui si basa la dieta mediterranea.
Ancel Keys è l’autore di “Seven Countries Study” sui cui si basa la dieta mediterranea.

Il co-autore del famoso libro “Eat Well and Stay Well” (Keys, Margaret del 1959) che lo fece apparire in prima pagina sul Time magazine nel 1961. Ancel Keys si spense oltrepassando i 100 anni di età.

La dieta Mediterranea di Ancel Keys. Progetto promosso dal Comune di Pollica . Copyright – Ecomuseo della Dieta Mediterranea

STORIA: OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

La nascita dell’ olio extravergine di oliva ha radici antichissime, i primi frantoi furono rinvenuti in Palestina e risalgono a millenni prima della nascita di Cristo.

Dal Medio Oriente l’olio venne esportato ai paesi del Mediterraneo grazie a greci, fenici e cartaginesi. In particolare furono i Greci ad introdurlo in Italia intorno al 1000 a.C. I romani diffusero poi in tutti i paesi conquistati, tra cui anche l’Italia, le tecniche di coltivazione, spremitura e conservazione. Questo permise, nel corso dei secoli, di far diventare l’olivo uno pianta caratteristica del nostro paese, soprattutto nel sud dell’Italia.

Olio extravergine di oliva - olivo dell'abruzzo
Pianta di olivo (Manoppello, provincia di Pescara in Abruzzo) foto: copyright Christian Grassi ([email protected])

La letteratura offre un mezzo importante per collocare nel tempo la comparsa dell’olivo e dell’olio nei vari territori, troviamo infatti citazioni nell’Antico Testamento: basti pensare alla descrizione della colomba che porta un ramoscello di olivo colto dal monte Arat a Mosè. Oppure ancora nell’Odissea, scritta da Omero nel VI secolo a.C, che descrive come Ulisse stesso intagliò in un tronco di olivo il proprio letto nuziale [1].

Noi italiani ne vantiamo una tradizione millenaria e ad oggi l’Italia è il secondo paese produttore al mondo.

COMPOSIZIONE: OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA

Olio extravergine di oliva - Composizione dell'olio extravergine d'oliva
Composizione dell’olio extravergine d’oliva

Il termine di olio EVO indica l’extravergine d’oliva, e lo dobbiamo all’agronomo Stefano Epifani per distinguerlo dall’olio di oliva, ed per enfatizzare la qualità di tale olio superiore. L’olio EVO è composto unicamente da lipidi. Per questo motivo ha un potere energetico molto elevato. I lipidi presenti nell’olio evo sono costituiti prevalentemente da acidi grassi monoisaturi (72,95%) e da una più bassa percentuale di lipidi saturi (14,46%) e polinsaturi (7,52%).

La differenza tra questi acidi grassi risiede alla struttura dalla molecola stessa e tali differenze si manifestano sia sulla consistenza dell’alimento che sulla nostra salute.[2]

Per approfondire il discorso, la differenza tra gli acidi grassi consiste nella presenza e nel numero di doppi legami sulla catena carboniosa della loro struttura chimica.

Possiamo suddividerli in:

  • acidi grassi saturi, non presentano neanche un doppio legame
  • monoinsaturi, presentano solo un doppio legame
  • polinsaturi, presentano da due a più doppi legami

L’immagine sottostante ti renderà subito chiara la spiegazione.

Olio extravergine di oliva - formule chimiche degli acidi grassi ecomarketbio
Formule chimiche degli acidi grassi

 

L’acido grasso più abbondante nell’olio si chiama proprio acido oleico ed appartiene alla famiglia dei monoinsaturi.
Tale acido grasso conferisce all’olio diverse proprietà benefiche che vedrete nel paragrafo seguente.

Infine nella tabella potete notare che sono presenti anche due vitamine.

  • Vitamina E
    Le linee guida raccomandano l’assunzione giornaliera di 12-13 mg nell’adulto [3]. Tale quantità la potete facilmente raggiungere con l’utilizzo di 4 cucchiai al giorno di olio extravergine di oliva.[6]
  • Vitamina A
    E’ presente in quantità pressoché irrilevanti se consideriamo rapporto tra fabbisogno e consumo.

PROPRIETA’: OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

L’ olio extravergine di oliva è tra gli alimenti uno dei più studiati e le sue potenzialità salutistiche sono ampiamente dimostrate. Parte di queste proprietà derivano proprio dalla composizione degli acidi grassi. La scarsa presenza di acidi grassi saturi e l’abbondante presenza dell’acido oleico sono alla base del suo ruolo nella promozione della salute cardiovascolare.

Inoltre  l’olio extravergine d’oliva è essenziale anche per permettere l’assorbimento delle vitamine liposolubili (come la vit. A, D, E, K, F) e dei polifenoli presenti nel pasto.

Ad esempio uno studio recente randomizzato e controllato ha dimostrato come la presenza di olio extravergine di oliva faciliti l’assorbimento di carotenoidi e licopene di un pasto a base di succo di pomodoro. In tal modo, indirettamente, l’utilizzo dell’olio extravergine di oliva contribuisce al controllo del colesterolo cattivo [8].

Tra i micro nutrienti dobbiamo menzionare un particolare polifenolo, l’olicantale.
Tale sostanza è la responsabile del caratteristico “pizzicore alla gola” che si avverte ogni qual volta assaggiate l’olio extravergine di oliva.

Esso è stato oggetto di particolari studi che hanno dimostrato come agisca sugli stessi recettori dell’ibuprofene, principio attivo di diversi farmaci antinfiamatori [7].

Per quanto riguarda il ruolo dell’olio extravergine di oliva nella prevenzione della patologie oncologiche è ancora sotto indagine.

DIFFERENZE TRA OLIO DI OLIVA ED OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA (OLIO EVO)

Perché un olio possa essere definito “extravergine” è necessario utilizzare processi di spremitura meccanici e senza l’aggiunta di additivi.
Le tecniche di estrazione dell’olio extravergine più utilizzate sono quella classica ossia per pressione oppure quella più moderna di centrifugazione [4]. All’interno di un oleificio il processo produttivo prevede cinque fasi:

  • operazioni preliminari e cernita
  • molitura
  • estrazione del mosto di olio
  • separazione di acqua dall’olio
  • stoccaggio, chiarificazione ed imbottigliamento

L’olio extravergine di oliva si differenzia dall’olio di oliva in relazione a parametri organolettici ben precisi quali odore, colore, sapore e consistenza.
Inoltre per legge un olio extravergine di oliva deve avere un’acidità inferiore allo 0,8%.
Questo significa che il limite massimo di acido oleico è fissato a
0,8 g su 100 g di olio. Quando l’acidità dell’olio è compresa tra lo 0,9% e il 2% l’olio si definisce solamente vergine.
L’olio d’oliva, invece, è una miscela composta da olio raffinato, ottenuto quindi con sostanze chimiche, e olio vergine.

L’olio extravergine di oliva presenta quindi una qualità maggiore che si riflette poi anche in un costo più elevato [4]. 

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA, PREZZI E MARCHE

Tenuto conto dei costi di produzione, una bottiglia di olio di oliva italiano dovrebbe costare non meno di 10 euro e variare a seconda della qualità.
Nei supermercati, tuttavia, potete trovare bottiglie di extravergine vendute a €2,99 al litro, ma anche a €2,36.
I motivi dei prezzi fortemente ribassati sono soprattutto relativi al costo e alla qualità della materia prima. Oli della comunità europea quindi provenienti da paesi come Spagna e Grecia sono prodotti con costi decisamente inferiori a quelli italiani [5]. Nel caso dell’olio extravergine, l’indicazione di origine in etichetta è obbligatoria.

La scelta di un olio extravergine di oliva può dipendere da numerosi fattori quali prezzo, provenienza, qualità e chiaramente gusto.

Un olio evo di qualità è caratterizzato da tre attributi principali quali: fruttato, amaro e piccante.
Le note di amaro e di piccante più o meno intense che caratterizzano un olio extravergine di oliva sono dovute alla presenza di preziosissimi componenti antiossidanti chiamati ‘polifenoli’. Essi sono in grado di ritardare l’ossidazione dell’olio, oltre esplicare effetti benefici sulla nostra salute. Gli antiossidanti devono essere naturalmente presenti nell’olio poiché la loro aggiunta è vietata dai regolamenti dell’UE.

Al seguenti link trovate i marchi di oli extravergine di oliva di qualità che vi consigliamo, dal Catalogo di EcomarketBio.

Qualche selezione di olio evo di qualità:

Olio extravergine di oliva - olio DePalma Golden Medal 2019 blog ecomarketbio
Olio extravergine, golden medal al BIOL 2019, disponibile sul Catalogo di EcomarketBio
Olio extravergine di oliva - crudolio olio extravergine ecomarketbio
Olio extravergine (Crudolio) di oliva, con olive molite in Italia. Disponibile sul Catalogo di EcomarketBio

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA IN CUCINA

L’olio evo potete impiegarlo in cucina in mille modi ma non pensate unicamente al pranzo e alla cena. Data l’eccellente fonte di grassi può essere il protagonista anche delle nostre colazioni (Leggi anche: .Per dimagrire meglio colazione dolce o salata?)

Per esempio la “sempreverde” bruschetta fatta in casa rappresenta una scelta golosa, saziante e dal punto di vista nutrizionale equilibrata sia per colazione che per uno spuntino.

olio extravergine di oliva bruschetta olio pomodoro

  • Una fetta di pane tostato,
  • olio evo a crudo,
  • pomodorini e basilico,
  • un pizzico di sale

Oppure per gli amanti della colazione-pranzo salati una soluzione gustosa può essere la questa ricetta facile:

olio extravergine di oliva pranzo salato

  • Due fette di pane tostato,
  • Due uova,
  • salsa guacamole,
  • olio evo a crudo
  • un pizzico di sale e pepe

In conclusione vi ricordiamo le più recenti raccomandazioni per quanto riguarda i grassi. Essi devono essere presenti nella vostra alimentazione in una quantità compresa tra il 25% e il 35% della quota calorica giornaliera complessiva, privilegiando grassi insaturi anziché quelli saturi.
Per questo motivo dovreste inserire l’olio extravergine di oliva in ogni pasto principale, ma senza eccedere mai come, del resto, con nessun altro alimento.

Bibliografia:

  1. https://www.colturaecultura.it/capitolo/storia-dellolio
  2. Tabella nutrizionale olio evo- Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria CREA
  3. LARN- Società Italian di Nutrizione Umana
  4. Regolamento CEE n. 2568/91 – EUR-Lex
  5. https://quifinanza.it/soldi/olio-extra-vergine-prezzo-corretto-vendita-non-quello-attuale/322531/
  6. LINEE GUIDA PER UNA SANA ALIMENTAZIONE ITALIANA- Istituti nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione
  7. Phytochemistry: ibuprofen-like activity in extra-virgin olive oil. Beauchamp GK et al,Nature, 2005.
  8. Influence of olive oil on carotenoid absorption from tomato juice and effects on postprandial lipemia. Arranz S. et al, Food Chem, 2015

Legumi benefici e proprietà

legumi benefici e proprieta

Legumi benefici e proprietà. I legumi sono semi commestibili delle piante appartenenti alla famiglia delle Fabacee, anche note come Leguminose. I semi si trovano all’ interno di un involucro fibroso che rappresenta il frutto, conosciuto con il nome di baccello.

I legumi si possono consumare freschi con il baccello intero. Ad esempio è il caso dei fagiolini, delle taccole e dei piselli oppure vengono consumati secchi.
In questo caso si mangiano i semi delle piante giunti a completa maturazione.

I legumi più comunemente consumati secchi sono i piselli, le fave, i ceci, i fagioli, la soia ed anche le arachidi. Quest’ultime, in razione alle loro caratteristiche nutrizionali vengono anche considerate frutta secca.

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Mangiare integrale

mangiare integrale

Mangiare integrale è una moda oppure apporta dei vantaggi significativi al nostro organismo?

Come spesso accade su molteplici tematiche alimentari come questa la miglior risposta è “dipende”. Sì dipende, perché da un lato mangiare integrale, in particolare cereali, apporta dei significativi vantaggi nutritivi, dall’altro può capitare di trovare dietro a questo aggettivo prodotti di bassa qualità come quelli addizionati di crusca.
Proviamo a spiegarci meglio.

Leggi tutto “Mangiare integrale”