Curcuma, meraviglia delle meraviglie.

curcuma

La curcuma meraviglia delle meraviglie, scopriamo insieme tutti i benefici, la lista è molto lunga! Prendi carta e penna 🙂

È una radice appartenente alla stessa famiglia dello zenzero ed usata in molti piatti tra cui più comunemente il curry.

È l’ingrediente essenziale per alcune mostarde e per comporre l’elisir di benessere il Golden Milk.  La curcuma grazie alle proprietà benefiche negli anni si è guadagnata il titolo di Superfood, e non a caso.

I benefici della curcuma

  • È antinfiammatorio in quanto aiuterebbe a contenere i processi infiammatori in malattie intestinali come il morbo di Chron, la rettocolite ulcerosa, la gastrite o a prevenire l’infiammazione in distretti articolari come per le osteoartriti e le  tendiniti. Nello specifico sembrerebbe che la curcuma contribuisca a migliorare l’infiammazione ed i dolori muscolari indotti dall’esercizio fisico, migliorando così il recupero e le prestazioni delle persone normalmente attive.
  • È antiossidante ed anticancerogeno, soprattutto a carico dell’apparato digestivo ed in particolare nella prevenzione del tumore oro-faringeo, gastrico e del colon retto, ma anche a carico delle cellule del sangue.
  • È disintossicante e rigenerativo per il fegato, nonché favorirebbe la produzione di bile da parte della colecisti e dunque sosterrebbe la digestione dei grassi.
  • È protettivo sul diabete di tipo 2, poiché aiuterebbe a ridurre i livelli di glicemia, e sull’apparato cardiovascolare contribuendo anche ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.
  • Protegge il cervello dalla demenza senile e l’Alzheimer in particolare.

La curcuma sembra dunque essere un alimento molto versatile, ovvero in grado di agire su distretti differenti all’interno del nostro organismo, apparati di natura completamente diversa, da quello intestinale a quello cerebrale o articolare, appunto.

Sai qual è il segreto della curcuma? La curcumina

La curcumina è il suo principio attivo più importante. È un polifenolo di un bel giallo brillante e pur non essendo l’unico suo composto virtuoso, sembra che sia il più potente e quello che determini in maniera più significativa i benefici della curcuma.

C’è un però: quasi tutti i dati che abbiamo disponibili sulla curcumina sono ricavati dalla ricerca in laboratorio su colture cellulari e non direttamente sull’uomo, dettaglio non irrilevante per trarre delle conclusioni sull’efficacia e sulla sicurezza di questo polifenolo. Nonostante ciò, negli anni l’industria farmaceutica si è molto interessata a questa molecola.

I benefici della curcuma a misura di pillola

Ti è mai capitato di provare supplementi a base di curcumina?

Le opinioni a questo proposito sono controverse, perchè non è certo che gli integratori di curcumina siano davvero efficaci né che siano completamente innocui, soprattutto nel caso in cui li assumessi a dosi inappropriate o per periodi prolungati.

Gli effetti collaterali vanno dalla nausea, all’emicrania, all’irritazione della pelle per applicazioni topiche e, nel caso tu stessi assumendo alcuni farmaci (antinfiammatori, antidiabetici, antiaggreganti, per esempio, ma non solo) una supplementazione a base di curcumina potrebbe interferire anche con alcuni di questi.

Dunque nel caso fossi interessata ad assumere un integratore di curcumina rivolgiti ad un medico che possa seguirti nello specifico e che ne sappia a questo proposito.

In Giappone la curcuma fa vivere più a lungo

Diversamente, sappiamo invece che la curcuma viene usata da secoli dalle popolazioni del Sud-Est asiatico, come medicinale ma soprattutto come componente essenziale della loro tradizionale dieta e questo sembra correlare fortemente con un suo effetto protettivo sulla salute di quelle popolazioni.

In particolare, i benefici della curcuma sono conosciuti nell’isola giapponese di Okinawa, nota da anni per avere tra i più alti tassi di longevità al mondo. Secondo gli esperti le cause sono da ricercarsi soprattutto nell’alimentazione della gente dell’isola che vede, tra gli altri alimenti usati abitualmente, proprio la curcuma. Gli abitanti hanno una dieta modestamente ipocalorica ma ricca in pesce, vegetali, alghe, cereali integrali e curcuma che viene utilizzata per il tè e come spezia tutti i giorni.

A questo proposito si potrebbe dire che se tuttora i dati di laboratorio sulla curcumina appaiono non del tutto adeguati e convincenti, seppure molto interessanti e non da sottovalutare, quelli epidemiologici che abbiamo disponibili per queste popolazioni sono indubbiamente significativi e tutti a favore di un utilizzo regolare della curcuma.

Scegli la curcuma per te e la tua famiglia, dove trovarla?

Arricchire la tua alimentazione con la curcuma equivale allora senz’altro a fare una scelta sana per te e la tua famiglia. Prova quella di Arbe 100% curcuma italiana.

Vuoi provare gustose ricette di EcomarketBio con il magico ingrediente? Le video ricette sono facili da fare insieme alla tua famiglia.

  • Vedi RicettaMaionese vegana. Una maionese vegetale che non ha niente da invidiare a quella tradizionale. E’ facile da preparare, vedrai che non impazzirà ma farà impazzire tutti quelli che l’assaggeranno.
  • Vedi RicettaGnocchetti di barbabietola al burro e curcuma. Un primo piatto colorato, buono da mangiare e bello da vedere.
  • Vedi RicettaCecina croccante con patate e cipolle. Una frittata senza uova, croccante e saporita, adatta ai vegani e molto amata da tutti.
  • Vedi RicettaMelanzane ripiene. Un piatto bello da vedere e veramente gustoso. Mangiare i cereali integrali non è mai stato così piacevole.
  • Vedi RicettaBulgur con zucca e porri. Semplici ma gustose. Una ricetta vegan per stupire te stesso e gli ospiti.

Scopri i superpoteri della curcuma con il Golden milk! Guarda il video.

Associa il  pepe nero alla curcuma, i benefici sono maggiori!

La curcumina assunta per bocca, con la dieta o tramite integratori, non è molto biodisponibile, ovvero viene poco assorbita dal nostro intestino, rapidamente metabolizzata dal fegato e prontamente eliminata. È  stato dimostrato però che accompagnare la curcuma con del pepe nero favorisca l’assimilabilità della curcumina a livello intestinale. La piperina, componente attivo del pepe nero, aumenta infatti del 2000% la biodisponibilità della curcumina stessa.

Se vuoi quindi far le cose per bene e garantirti più efficacemente i benefici della curcuma ricordati di portarla sempre in tavola insieme al pepe nero!

Come coltivare la curcuma in vaso

Un’ultima curiosità. La curcuma è coltivabile in vaso, e ne possiamo  facilmente coltivare anche a casa nostra, perchè in vaso è facile da spostare nei periodi freddi, visto che richiede caldo ed umidità.

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Intolleranza al lattosio, il latte fa bene?

intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è sicuramente una delle intolleranze alimentari più diffuse al mondo ed il latte uno degli alimenti in assoluto più controversi.

Fa bene o fa male? È naturale continuare ad assumerlo dopo lo svezzamento fino  all’età adulta?

Sei tra gli amanti del cappuccino ma non sei sicura che faccia bene berlo così di frequente? Proviamo allora a fare un po’ di chiarezza a proposito.

Il latte, il lattosio e la lattasi

Il lattosio è lo zucchero del latte che arrivato nell’intestino viene scisso in galattosio e glucosio da un enzima chiamato lattasi. Questo enzima, che è presente naturalmente nell’intestino del lattante e del bambino piccolo, tende a diminuire con l’età. Crescendo, infatti, la lattasi è progressivamente inattivata fino, anche, ad essere completamente soppressa.

Ciò probabilmente avviene per effetto del cambio dell’abituale dieta giornaliera: da un’alimentazione a base di solo latte nel lattante, il bambino progressivamente inizia ad introdurre tutti gli altri cibi presenti in natura, riducendo drasticamente il quantitativo di latte che assume. Dunque, l’intolleranza al lattosio deriva proprio dalla soppressione dell’attività enzimatica della lattasi, una sorta di spegnimento progressivo a cui è sottoposto l’enzima. Il lattosio, allora, giungendo intatto nel colon viene metabolizzato (ovvero digerito) dalla flora batterica intestinale con tutto quel corteo di sintomi spiacevoli che ha chi è intollerante fino ai dolori e ai crampi addominali. Se vuoi approfondire, ti consigliamo il sito dell’ AILI, ovvero l’Associazione Italiana Latto-Intolleranti.

L’intolleranza al lattosio: un po’ di geografia

Ti è capitato di domandarti se sia normale per l’essere umano bere latte oltre l’infanzia?  È l’unico tra i mammiferi a farlo. In molti infatti affermano, per dimostrare che i grandi non possano bere latte, che  l’intolleranza al lattosio è diffusa ubiquitariamente nel mondo tra gli adulti.

L’incidenza di questa intolleranza però vede delle differenze geografiche significative. Si stima infatti che il 35% degli adulti nel mondo possiedano una lattasi perfettamente funzionante.

Nello specifico, qualche fatto:

  • In Europa la percentuale di persone adulte con lattasi “non spenta” è maggiore a nord che a sud del continente.
  • In Asia e tra i discendenti dei nativi d’America la persistenza di una lattasi attiva in età adulta è un evento molto raro.
  • In Africa la distribuzione è a chiazze: le regioni legate storicamente alla pastorizia presentano un più alto numero di adulti con lattasi funzionante, le altre molto meno.

L’intolleranza al lattosio: un po’ di storia

Genetisti, biologi, storici ritengono che questa caratteristica distribuzione geografica sia da attribuire al fatto che durante la storia dell’umanità, migliaia e migliaia di anni fa, in maniera del tutto casuale ed indipendente da una popolazione all’altra siano intervenute delle mutazioni genetiche che consentirono di produrre lattasi anche in età adulta: questo evento, che da solo non riesce comunque a spiegare l’enorme variabilità geografica dell’intolleranza al lattosio, potrebbe essere  stato un fattore protettivo per quelle popolazioni in cui l’allevamento rappresentava un’attività di sussistenza migliore dell’agricoltura (ad esempio le popolazioni del Nord Europa rispetto a quelle del bacino del Mediterraneo), popolazioni che dunque potevano avere un alimento ricco e completo disponibile tutto l’anno e da cui ricavare nutrienti ed energia.

Eliminare il latte per poi reintrodurlo gradualmente

La lattasi è un enzima inducibile, ovvero la cui sintesi intestinale è favorita dalla presenza stessa del lattosio che va a scomporre. Questo significa che se non assumi latte o latticini per un po’ di tempo e li reintroduci, ti conviene farlo gradualmente di modo da dare tempo alla tua lattasi di accendersi con la stessa identica gradualità.

Il grado di severità dell’intolleranza al lattosio può variare da persona a persona: c’è chi è molto intollerante e chi lo è molto meno, per questi ultimi allora è molto probabile che l’assunzione di piccole dosi di latte, anche giornaliere, sia assolutamente ben tollerata. Il caffè macchiato, lo yogurt, un po’ di formaggio, pane burro e marmellata non rappresentano per loro un carico eccessivo di lattosio.

Se desideri approfondire l’argomento ecco il video di Dario Bressanini che può esserti utile.

Puoi bere il latte anche se sei intollerante

Se hai un’intolleranza al lattosio saprai già che da anni in commercio esistono latti e formaggi delattosati, ovvero privati di lattosio, in cui durante gli abituali processi di lavorazione del latte viene aggiunto a questo l’enzima lattasi in grado di scindere il lattosio, naturalmente presente, in galattosio e glucosio. L’aggiunta dell’enzima al latte non è l’unico metodo usato per delattosarlo, ma il più diffuso, sicuramente.

Il latte delattosato , così come i formaggi da esso derivati, possiede tipicamente un gusto più dolce, perché il galattosio ed il glucosio sono zuccheri con un potere dolcificante superiore alla molecola di lattosio intera.

Gli alimenti naturalmente senza lattosio

Lo sapevi? Alcuni formaggi sono naturalmente delattosati (ovvero non necessitano dell’aggiunta della lattasi nel mentre che vengono prodotti). Questo, grazie ai processi di stagionatura a cui vengono sottoposti o perché erborinati, oppure grazie alla fermentazione  di batteri aggiunti al latte stesso durante la sua lavorazione.

Alcuni esempi di formaggi, gli unici in cui sia stata dimostrata una percentuale di lattosio <0,01%!

Il latte secondo la scienza

Da un punto di vista scientifico, parrebbe che il latte sia protettivo per alcuni tipi di tumore come il tumore del colon-retto e quello della vescica. Diversamente, sembrerebbero aumentare il rischio di tumore al seno (soprattutto le recidive) e alla prostata.

Detto questo, i medici ed i ricercatori concordano nel dire che i legami tra alimentazione ed il nostro organismo sono complessi e non riconducibili ad un unico effetto: uno stile di vita salutare è l’atteggiamento indubbiamente più protettivo che puoi avere per te e la tua famiglia e, che tu abbia o non abbia un’intolleranza al lattosio, bere latte (se piace) e consumare latticini non eccedendo nelle quantità è sicuramente una scelta ragionevole e niente affatto dannosa alla tua salute. Se invece non piace, molte sono le alternative che puoi avere nel piatto, e puoi scegliere di seguire una dieta altrettanto sana e completa pur escludendo il latte e non per questo temere eventuali carenze.

Curiosità

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese e l’Ayurveda assumere latte o suoi derivati durante le sindromi da raffreddamento o, in generale, durante le infezioni che procurano un’aumentata sintesi di muco ne favorisce ulteriormente la produzione e dunque sarebbe poco consigliabile: lo sanno molti genitori che passano l’inverno a combattere i persistenti raffreddori e le bronchiti dei loro bimbi e che nella fase acuta della malattia scelgono di ridurre o sospendere la quota di latte e derivati che abitualmente i bambini assumono.

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Dieta Detox con i superfood (Workshop Milano)

Susan-Tomassini-workshop-detox

La Dieta Detox con i superfood, speciale Workshop  Detox 🌱 “The Clever Kitchen” con la nutrizionista Susan Tomassini di Foodwise, tenuto a Milano martedì 23 gennaio 2018.

Il primo di tanti eventi in programma per una sana e consapevole alimentazione bio in collaborazione con EcomarketBio. Il Workshop Dieta Detox con i superfood è dedicato a tutti quelli che vogliono rimettersi in forma, depurarsi e stare bene.

Dieta Detox con i superfood
Dieta Detox con i superfood

Susan ci mostra un percorso Detox attraverso un menù davvero interessante. Spiega perché è essenziale disintossicarsi periodicamente per restare sani , per recuperare l’energia e contrastare l’invecchiamento. La prima regola è mangiare sano senza rinunciare al gusto.

Dieta Detox con i superfood: ricette Super Simple Smart

Susan per seguire la Dieta Detox ci propone un menù facile, semplice e delizioso. Molto delizioso:  le ricette e i piatti proposti durante l’evento sono davvero gustosi. Perchè rinunciare al gusto durante il detox?

Le ricette del Workshop  Detox sono le seguenti:

  • Detox Green Smoothie.
  • Super Muesli.
  • Insalata di quinoa e verdure con salsa Tahin.
  • Le palline delle felicità con semi di chia.

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La Dieta Detox con i superfood in 3 fasi

La prima settimana  prevede l’eliminazione di tutti gli alimenti che intossicano il nostro organismo e che riducono la nostra energia e vitalità. Gli alimenti da eliminare prima di tutto sono il caffè, l’alcool, il frumento, i latticini e lo zucchero raffinato.

La seconda settimana è dedicata alla preparazione di alimenti sani, mangiare bene e liberare l’organismo dalle le tossine accumulate. Bisogna costruire un corpo più forte dall’interno verso l’esterno e nutrirsi con alimenti naturali. Il tuo nuovo pasto, semplice e nutriente, ti aiuterà a bilanciare i livelli di zucchero nel sangue, a prevenire qualsiasi risposta allo stress che potrebbe provocare stanchezza e aumento di peso.

La terza settimana  prevede la reintroduzione degli alimenti che hai eliminato durante la disintossicazione. I pasti devono essere regolari e consumati più o meno allo stesso orario. Imparerai a comprendere quali sono gli alimenti che hanno un effetto positivo sul tuo benessere. Scoprirai come mantenere comportamenti alimentari salutari anche durante i periodi di forte stress, come mantenere i livelli di energia ottimali e come mantenere il peso ideale.

Con la Dieta Detox con i superfood impari a gustare nuovi alimenti

Gli alimenti base  della dieta detox sono i “SuperFoods” ricchi di elementi nutritivi e benefici per l’organismo. Siamo sempre un po’ straniti di fronte ad alimenti non soliti ma solo perché non li conosciamo o perché non sappiamo come cucinarli.
Susan ci spiega le proprietà del cibo detox e come cucinarlo. È facile preparare deliziose ricette una volta familiarizzato con nuovi alimenti e imparato ad usarli in cucina.

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Prodotti biologici per i bambini: l’educazione alimentare inizia subito!

Prodotti biologici per i bambini

Scegliere prodotti biologici per i bambini è una scelta d’amore verso i propri figli, è la consapevolezza di trasmettere la cultura alimentare del sano e del buon cibo fin da subito.

In molti si chiedono ancora se scegliere il biologico  per sé, per la propria famiglia ed in particolar modo se scegliere prodotti biologici per i bambini  sia la scelta giusta, o se la tendenza attuale del mercato che vede un aumento consistente nella vendita di tutti i prodotti biologici non sia solo una questione di moda destinato a decrescere.

La verità è che scegliere prodotti biologici certificati è una delle scelte migliori che puoi fare per te e i tuoi cari, e soprattutto per la salute dei tuoi bambini. Sono molti i prodotti alimentari biologici, ma non solo, che puoi acquistare per la salute dei tuoi figli, dalla loro colazione allo spuntino, sapendo che, ovunque cadrà la tua scelta, la ricchezza nutrizionale ed il gusto del cibo scelto saranno quasi sempre superiori al corrispondente non biologico.

Qui di seguito alcuni consigli bio  per l’alimentazione dei più piccoli:

Perché scegliere il biologico.

Rispetto a un tempo il costo del cibo non rappresenta più l’unico fattore chiave di scelta per chi è responsabile della spesa in famiglia. Oggi gli aspetti tenuti in gran considerazione al momento dell’acquisto sono:

  • La qualità delle materie prime: espressa nella tracciabilità delle filiere agrobiologiche che prevedono una serie di certificazioni e di controlli (vedi Reg. CEE n° 2092/91) imposto a tutti gli attori della filera agrobiologiche.
  • La freschezza del prodotto.
  • La sicurezza della filiera alimentare: la capacità, nella pratica, di prendere misure di salvaguardia rapide ed efficaci onde rispondere alle emergenze sanitarie, grazie alla tracciabilità alimentare biologica.
  • La minore potenziale allergenicità o tossicità dei prodotti (come ad esempio i prodotti per la pulizia della casa, o per l’igiene e la cura del bambino).
  • L’impatto ambientale delle colture e degli allevamenti tradizionali rispetto a quelli biologici.

Come dichiarato dal presidente di Assobio il bio è in continua crescita e le famiglie scelgono sempre più l’alimentazione biologica.

Perché scegliere i prodotti biologici per i bambini?

L’attenzione maggiore dunque è da parte di coloro che hanno figli. Questo perché i bambini sono particolarmente esposti agli agenti chimici, siano essi fertilizzanti, pesticidi,  o  altro genere di inquinanti.

Molti bambini hanno, almeno in alcuni periodi della loro vita, la tendenza naturale a mangiare gli stessi cibi, lo stesso tipo di frutta o di verdura o di pesce, per esempio, e questo li può esporre più facilmente ad un accumulo dello stesso inquinante, fertilizzante o pesticida, metallo pesante che sia.

Anche per questo è bene scegliere prodotti biologici per i bambini e  variare l’alimentazione il più possibile. Sono oramai innumerevoli gli studi pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche di fama internazionale che riconoscono con evidenza schiacciante il valore del biologico in termini di sicurezza alimentare e ricchezza nutrizionale degli stessi rispetto agli equivalenti convenzionali.

Perché fin sa subito un’alimentazione che preveda prodotti biologici per i bambini?

Perché i bambini sono maggiormente vulnerabili agli inquinanti ambientali.

  • I bambini hanno un peso inferiore al peso di un adulto, motivo per cui quando somministriamo un farmaco a nostro figlio il medicinale viene dosato in base al suo peso, ancor più che all’età, e motivo per cui uno stesso agente irritante, a parità di esposizione, è più dannosa per un bambino che per un adulto.
  • L’organismo dei bambini ha una capacità di detossificazione limitata e in progressiva maturazione (fegato e reni); si pensi anche solo al fatto che il consumo di alcool è vietato fino al raggiungimento della maggiore età, non a caso.
  • Il sistema immunitario di un bambino è ancora immaturo ed in continua evoluzione per cui sostanze presenti nell’ambiente con cui un bambino entra in contatto possono, in linea teorica, risultare allergizzanti per un bimbo e non per un adulto.

I pesticidi possono favorire le allergie?

I dati attuali non si sbilanciano molto a questo proposito, ma sembrerebbe di sì. Oltre a quanto detto sopra, parrebbe che alcune classi di pesticidi interferiscano in misura maggiore con il sistema immunitario intestinale, nello specifico abbattendo la flora batterica intestinale a causa del loro alto potere battericida. Così l’equilibrio intestinale viene alterato ed il sistema immunitario lì localizzato può innescare dei fenomeni di iperreattività verso alcuni alimenti, fenomeni che diversamente non ci sarebbero stati.

Prodotti biologici per i bambini anche a scuola

Chiaramente scegliere una corretta alimentazione per i propri figli significa fare una scelta educativa molto forte per i nostri tempi in cui sembrerebbe che il compito di educare I bambini e i ragazzi in questo senso sia lasciato per gran parte alla pubblicità e all’industria alimentare. Ma l’educazione alla salute non può più essere solo di pertinenza familiare ma anche scolastica.

Per questo motivo negli ultimi anni grazie anche ad alcuni movimenti di genitori è accresciuta in Italia l’attenzione verso le mense scolastiche e la qualità del servizio e del cibo offerto, che ha portato numerose mense scolastiche a convertirsi al biologico con risultati significativi.

Le buone intenzioni ci sono tutte c’è un progetto di sistema pubblico per il riconoscimento delle “Mense biologiche scolastiche” e un decreto legge mancano solo gli strumenti giusti per applicare la legge e renderla operativa.

Uno dei pionieri in Italia della distribuzione di prodotti biologici nelle mense scolastiche, dove si consumano la metà dei pasti dei vostri bambini è stata l’azienda Ecomarket Srl ,  operativa dal 1999. Con l’impegno di diffondere la conoscenza e il consumo di prodotti biologici di qualità.

Il biologico fa bene non solo a tavola

Ricordiamo infine un’ultima cosa: scegliere prodotti biologici per i tuoi bambini significa fare una scelta ambientalista e di coscienza, di salute e sicurezza per tutto il pianeta.

Con la dieta detox ritorna in forma

dieta detox

Dieta detox per incominciare il nuovo anno. È difficile riprendere le normali attività dopo le feste, complice anche una certa pigrizia che rende tutto più faticoso. Sicuramente, gli eccessi alimentari sono complici di questo stato che non ci aiuta a sentirci bene e ci toglie ogni energia.

Per affrontare al meglio il nuovo anno, quindi, bisogna liberarsi dalle tossine accumulate. Disintossicarsi. Depurarsi. La dieta Detox è quello che serve 😉

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Vietato digiunare

La dieta detox non prevede il digiuno, digiunare per compensare gli eccessi natalizi è una scelta poco indicata e niente  affatto sicura: digiunare anche solo per pochi giorni è infatti un’esperienza seria da condurre solo se si è davvero esperti, ovvero se si hanno le conoscenze adeguate per poterlo fare, o se ci si affida a qualcuno che le ha.

Diverso è invece dare ascolto al proprio corpo e scegliere magari di non mangiare se ci si  sente inappetenti: questo è un segnale molto forte e valido che il tuo corpo può inviarti quando ha bisogno di una pausa, di un po’ di riposo. E’ un’inappetenza sana, passeggera, necessaria anch’essa al tuo organismo per iniziare ad eliminare un eccesso di scorie metaboliche che il tuo corpo fatica a gestire.

Come depurarsi dalle tossine con la dieta Detox

Ricordati che sono tre i maggiori sistemi che il nostro corpo adopera per allontanare le tossine:  quello urinario , quello intestinale  ed infine la sudorazione .  Sostenere l’attività detox del fegato e di questi tre sistemi attraverso una dieta detox e l’esercizio fisico aiuta il tuo corpo a disintossicarsi.

Esistono alimenti che possono attivamente agire in questo senso favorendo la disintossicazione del tuo organismo dal pieno di proteine, zuccheri, grassi ed alcool.

Prima di tutto, prima di indicarti le potenzialità di qualsiasi alimento detox, bevi acqua, abbondantemente e nel corso di tutta la giornata. Se ti risulta difficile berne in quantità adeguata puoi optare per tisane o tè, scegliendo magari tra quelle con proprietà disintossicante senza dolcificarli.

Consigliamo:

Quali sono i cibi per una Dieta Detox

Per una dieta detox efficace prediligi per i tuoi pasti e i tuoi spuntini consistenti quantità di frutta e verdura, fresche, di stagione e possibilmente crude,  e cereali integrali: son tutti cibi ricchi in sali minerali e vitamine.

  • Barbabietole, perché ricche in vitamine del gruppo B e flavonoidi ad attività antiossidante e per la loro capacità di sostenere la salute del fegato grazie alla betaina in esse contenuta.
  • I carciofi, per l’alto contenuto in fibre a favore della motilità intestinale e per le sue proprietà a sostegno dell’attività del fegato, questo grazie al contenuto in cinarina con azione trofica sulla cellula epatica.
  • Le verdure verdi, perchè ricche in clorofilla (bietole, erbetta, spinaci, broccoli, cicoria, rucola ed insalata in generale) che possiede capacità rigenerante e depurativa a sostegno della funzione intestinale.
  • Il tè verde, ricchissimo in antiossidanti e catechine che agiscono direttamente sul fegato sostenendone l’attività, ha azione anche diuretica.
  • Lo zenzero, ricchissimo anch’esso di antiossidanti e tonico per la funzione intestinale, protegge inoltre la salute del fegato promuovendone la secrezione della bile.
  • La curcuma, potente antinfiammatorio naturale per tutto l’organismo.
  • Consigliamo, anche un mix zenzero e curcume, il Golden Milk,  un’elisir di benessere, ti depura e rinforza le difese immunitarie.
  • Gli agrumi, per l’alto contenuto in vitamina C.
  • L’aglio, per le sue complesse proprietà antiossidanti.
  • L‘avena in tutte le sue forme, è ricca di fibre e  stimola la produzione di lecitina nel fegato, favorendo la depurazione completa dell’organismo dalle tossine.
  • I kiwi e le mele in grado di favorire una regolare funzionalità intestinale.

Per un sano stile di vita non dimenticare l’attività fisica. Usa le app!

Muoversi è un alleato sempre efficace per il proprio benessere psico-fisico quindi per la tua dieta detox non dimenticare  l’attività  fisica. Quella nascosta nella tua attività giornaliera ti aiuterà a perdere peso.
Cammina molto, non prendere la macchina, fai le scale e non usare l’ascensore.

Oggi ci sono tante applicazioni (app) che ti aiutano. Puoi monitorare i passi, i km percorsi e il tuo benessere fisico in generale. Sono applicazioni stimolanti poiché ti motivano nel raggiungimento dei i tuoi obiettivi. Ad esempio l’app di Apple Salute è già installata gratuitamente nei dispositivi iOS di Apple. Oppure nel mondo Android, l’app Pedometro, disponibile su Google Play.

Un’attività fisica più mirata ed intensa, invece,  accompagnata ad una buona sudorazione, ti aiuterà ad allontanare, ulteriormente, le tossine accumulate.

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Il menù di Natale: tra tradizione e salute.

Il menù di Natale

Il menù di Natale, consigli di sopravvivenza.

Il menù di Natale.
Ci siamo. E’ quasi Natale. Leggi tutto l’articolo in fondo alla pagina troverai una sorpresa per te e la tua famiglia 😉

Anche quest’anno molti di noi si ritrovano a chiedersi quale menù proporre ad amici e parenti per il pranzo del 25 o per il cenone dell’ultimo. E tu quale menù proponi?

Se sei nel dubbio possiamo aiutarti noi ad avere qualche idea in più, qualche asso nella manica un po’ originale, buono ma anche sano per il tuo corpo. Insomma qualcosa che ti possa aiutare ad alleggerire il carico calorico (ma anche proteico, di grassi e zuccheri semplici) delle tue festività.

Il menù di Natale : troppe calorie, zuccheri, grassi e proteine per troppi giorni.

In effetti se ci pensi bene le vacanze natalizie sono le uniche festività nell’anno in cui ripetutamente si hanno e si creano occasioni ed appuntamenti attorno ad un tavolo, che sia per un pranzo, per una cena, ma pure soltanto per una chiacchierata e per stare insieme. Quando sotto Natale insomma si decide di incontrare un familiare o un amico sembra che non lo si possa fare senza una fetta di panettone,  di pandoro o del torrone o del cioccolato a contorno. Niente a che vedere con la Pasqua o il Carnevale, il Natale fa storia a sé.

Il segreto? Evitare l’accumulo ripetuto.

Ed il problema è tutto qui.
L’accumulo di calorie durante tutte le festività non sta tanto nel singolo pranzo o cenone in cui si mangia con un’abbondanza che sembra non vedere limiti, ma nel continuare a mangiare in eccesso (nutrizionale e calorico) per più giorni consecutivamente.

E’ l’accumulo ripetuto che crea problemi soprattutto in termini di peso (eccesso calorico) ma anche in termini di benessere fisico. Fermo restando che celebrare il Natale consiste anche nell’onorarlo a tavola, riuscire a contenere l’eccesso calorico è un’ottima strategia per non rincorrere il peso perduto una volta che le feste sono finite.

Se ti è di aiuto puoi calcolare il tuo Indice di Massa Corporea (IMC) online, sul sito del Ministero della Salute, così da avere un’idea reale e diretta del tuo peso corporeo.

La formula è abbastanza semplice: dividi il peso, espresso in kg, per il quadrato dell’altezza, espressa in metri, ed ottieni il tuo IMC (Kg/m2).

A Natale insomma non si sta a dieta, ma si limitano i danni. Questo è il trucco. E allora perchè non provi a farti ispirare dal nostro menù biologico e scegliere qualcosa tra le nostre proposte così da poter intervallare portate della tua tradizione natalizia a piatti più leggeri e sani ma pur sempre golosi?

Il menù di Natale 100% biologico di EcomarketBio

Scarica il Menù Natale 100% biologico 2017

Scarica qui il PDF del  Menù di Natale 100% biologico, nel nostro comodo libretto pieghevole.

Il menù’ di Natale 100% biologico di EcomarketBio, prepara il menù di Natale con tutta la famiglia guardando le nostre video ricette:

Tabelle nutrizionali degli alimenti, come si leggono?

Tabelle nutrizionali

Le tabelle nutrizionali nelle etichette alimentari dovrebbero essere lette da tutti, per essere informati di ciò che si acquista e si consuma: chi lo fa per conoscere quali gli ingredienti usati, chi il contenuto calorico, chi l’apporto di grassi o zuccheri e altri contenuti.

In effetti leggere le tabelle nutrizionali  dei prodotti che acquisti è buona norma, ma diventa fondamentale se credi che l’alimentazione debba essere curata e non solo arrangiata. Anche se desideri essere un consumatore etico e consapevole che predilige per esempio il cioccolato fairtrade al cioccolato non certificato o che sceglie prodotti a km zero di origine italiana, a quelli di provenienza estera.

Sai cosa dovrebbero riportare obbligatoriamente le tabelle nutrizionali?

Le tabelle nutrizionali dovrebbero riportare molte cose, tra cui l’elenco degli ingredienti, il termine minimo di conservazione o la sua data di scadenza, il sito di produzione e di confezionamento di quel prodotto, ma anche i valori nutrizionali, le modalità di conservazione e condizioni d’uso di quel prodotto, ed altre importanti informazioni.

Per prima cosa, presta attenzione agli ingredienti e al loro ordine. Gli ingredienti sono indicati per ordine decrescente di quantità nella tabelle nutrizionali: il primo della lista è quello presente in misura maggiore (vedi tabella), poi a seguire il secondo, il terzo e così via, in successione e in ordine di quantità fino all’ultimo.

Attenzione al carico totale dei singoli nutrienti: tanti nomi per indicare nutrienti simili”

E’ possibile che nell’elenco di quel prodotto ci siano più ingredienti appartenenti alla stessa “categoria nutrizionale”. Per esempio potresti leggere scritto zucchero, zucchero di canna (raffinato o non), saccarosio, destrosio (che equivale a dire glucosio), sciroppo di glucosio fruttosio, fruttosio, zucchero invertito, amido di mais, per citare i più comuni: ecco, son tutti zuccheri che potrebbero apparire nella lista degli ingredienti a più riprese e in ordine sparso ma contribuiscono tutti insieme al carico di zuccheri totale che assumerai mangiando quel prodotto. Una considerazione identica vale pure per i grassi (olio di oliva, olio vegetale, grassi vegetali, olio di semi, olio di mais, burro, burro di cacao, mono e digliceridi degli acidi grassi, ecc.) e a ben vedere anche per gli additivi ed il sale.

Naturalmente nessuno di noi si metterà a fare i conti prima di acquistare un prodotto alimentare, però e bene sapere che più la lista degli ingredienti è lunga più quell’alimento è stato lavorato a livello industriale.  Ciò significa, che per rendere un prodotto alimentare il più possibile vendibile solitamente si aggiunge lo zucchero o il sale per apparire più appetibile, quindi particolarmente dolce o salato o particolarmente raffinato e soffice. Va considerato che è possibile che il prodotto sia realizzato in un determinato modo per contraffare la qualità scadente delle sue materie prime.

Come leggere la scadenza senza sbagliare.

Passiamo ora a considerare la data entro cui consumare un alimento. Un conto è il termine minimo di conservazione di un prodotto alimentare, un altro la sua data di scadenza. Mi sto riferendo nel primo caso a quando sull’etichetta trovi scritta la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro…”: il prodotto può essere mangiato anche oltre la data riportata sulla confezione (in alcuni casi anche molto oltre) in quanto nel farlo non correrai rischi per la tua salute, seppur il prodotto possa, oltre quella data, aver modificato alcune caratteristiche organolettiche sue proprie (come il sapore, l’aspetto, l’odore). In questi casi è bene che ti affidi ai tuoi sensi, quindi aprirari la confezione, osserverai ed odorerai il cibo, lo assaggerai e poi deciderai. La data invece riportata sotto la dicitura “Da consumarsi entro…” è tassativa: oltre quella data il produttore non assicura più l’integrità del prodotto che potrebbe, se mangiato, farti star davvero male.

Perchè dobbiamo guardare il paese di produzione?

Considera che i prodotti lavorati e confezionati in Italia possono essere pubblicizzati come italiani quando non è detto che i loro ingredienti lo siano davvero: ci riferiamo, ma è solo un esempio, alla pasta e al riso che lavorati in stabilimenti italiani vengono immessi sul mercato come prodotti di origine italiana quando invece il grano o il riso usati sono di provenienza estera.

Questo ancora per poco però, perché nel febbraio 2018 entrerà in vigore in Italia una nuova normativa che imporrà alle aziende produttrici di indicare anche il paese di coltivazione del grano e del riso, come già avviene per il latte ed i latticini di cui, dall’aprile scorso, viene indicata l’origine del latte utilizzato come materia prima.

Le tabelle nutrizionali sono obbligatorie?

La tabella nutrizionale è obbligatoria, non da molto a dire il vero, per tutti gli alimenti confezionati e comprende sempre l’apporto energetico (espresso in kcal e kJ), il totale di grassi (di cui acidi grassi saturi), il totale di carboidrati (di cui zuccheri semplici), le fibre alimentari (dato non necessariamente esposto), il totale di proteine e il sale. Tutto va sempre riferito a 100 grammi o 100 millilitri di quel prodotto, con la possibilità di aggiungere le informazioni nutrizionali anche per la singola porzione (purché venga specificato a quanto equivalga una porzione di quell’alimento). La quantità di altri elementi, come vitamine o sali minerali è facoltativa e solo nel caso in cui questi elementi siano presenti in maniera significativa in quel prodotto.

tabelle nutrizionali degli Alimenti

Tabella nutrizionale confezione di biscotti

Vediamo un esempio per capire più concretamente di cosa stiamo parlando. Va da sé che è solo uno degli esempi possibili ma può aiutare.

Nella foto riportata sopra trovi la tabella nutrizionale di un biscotto.

Nella prima colonna è specificato l’apporto nutrizionale medio per 100 grammi di biscotto:

  • 459 kcal che equivale a dire 1929 kJ; questi sono due modi diversi ma appunto equivalenti per indicare la stessa cosa, ovvero l’apporto calorico o energetico di un alimento, in kilocalorie o in Kilojoule. Sono sempre riportati insieme (seppure abitualmente si ragioni in kilocalorie più che in kilojoule) e seppure numericamente differenti sono esattamente equivalenti. Considera che in media un uomo adulto sano ha un fabbisogno energetico giornaliero di 2100-2500 kcal mentre una donna (adulta sana pure lei) ha un fabbisogno calorico di 1800-2200 kcal al giorno;
  • 17 grammi di grassi totali di cui 2 grammi di acidi grassi saturi;
  • 66 grammi di carboidrati di cui 14 grammi di zuccheri (s’intendono sempre zuccheri semplici);
  • 2,9 grammi di fibra alimentare;
  • 0,6 grammi di sale.

Nella seconda colonna, sulla destra, è specificato l’apporto nutrizionale medio per 7,3 grammi  grammi, l’equivalente di un singolo biscotto.

Cosa sono gli acidi grassi saturi e gli zuccheri semplici, e perché vengono nominati nello specifico proprio loro insieme al contenuto in sale e in fibra alimentare?

I grassi saturi e gli zuccheri semplici sono nutrienti a cui devi prestare attenzione in quanto è bene non superarne un consumo giornaliero massimo che è di 10-12% per gli zuccheri semplici e di 10% per i grassi saturi; queste percentuali sono riferite all’apporto calorico totale giornaliero, ovvero, di tutte le calorie che dovresti assumere nell’arco di una giornata non più del 10-12% devono derivare dagli zuccheri semplici e non più del 10% dai grassi saturi. Tale specifica è dovuta al fatto che sia gli zuccheri semplici che i grassi saturi sono tra i responsabili di malattie cardiovascolari e metaboliche come il diabete, ma anche di malattie degenerative come quelle tumorali. Ugualmente un eccesso in sale comporta un aumentato rischio di sviluppare ipertensione. Secondo l’Istituto Sanitario di Sanità sarebbero allora da preferire gli alimenti in cui il contenuto in sale per porzione non superi i 0,4 grammi, questo in considerazione del fatto che è raccomandabile non superare i 5 grammi di sale al giorno; infine la fibra alimentare è protettiva per numerose malattie prima fra tutte quella tumorale: in linea generale, più ne assumi più ti fai del bene.

Ancora un’ultima cosa

E’ molto di moda scrivere o lasciare intendere che il prodotto sia “al naturale”: nulla è al naturale se non quello che si trova in natura, e dunque se lo yogurt bianco senza zuccheri aggiunti in effetti è un prodotto che rimanda più realisticamente ad un’idea di naturalità del prodotto nato dall’azione dei fermenti lattici sul latte (seppur a ben vedere sia anch’esso lavorato industrialmente) le patatine fritte “al naturale”, pur non prevedendo, magari, additivi o ingredienti in sé “chimici”, non potrebbero essere pubblicizzate “al naturale” semplicemente perchè le patate non si friggono da sole, né si trovano già fritte in natura, e per farlo deve necessariamente intervenire l’uomo. Stessa cosa dicasi per il “cotto a mano” che in effetti rimanda ad un’idea di cottura casalinga ed artigianale ma che risulta poco realistica: è possibile secondo te che un prodotto lavorato in quantitativi industriali venga letteralmente cotto a mano come fosse nella cucina di casa tua?

Questi sono alcuni spunti di riflessione sulla lettura delle naturale e relative tabelle nutrizionali che dovrebbero guidarti ed esserti di supporto nella scelta dei cibi che acquisti e che invece possono risultare addirittura ingannevoli o comunque poco chiari. Non è un caso che questo avvenga soprattutto per i cibi confezionati e raffinati, ovvero proprio per quei prodotti che come consumatore si fa più fatica ad identificare ed “interpretare” e per cui invece l’industria alimentare ha un grosso margine di lavorazione, e dunque di guadagno.

Parmigiano Reggiano biologico o Grana Padano biologico?

Parmigiano Reggiano biologico

Parmigiano Reggiano biologico oppure Grana Padano biologico?
Ti sei mai trovata, almeno una volta, a tagliare un pezzo di Parmigiano Reggiano o di Grana Padano mentre sei ai fornelli, di mangiarlo o di passarlo a tuo figlio affamato, di gustarlo perché incredibilmente buono ma magari ignara di quanto bene ti facesse.

O ti sarà capitato di chiederti quale comprare, se il Parmigiano Reggiano biologico o il Grana Padano biologico, e infine di acquistare l’uno o l’altro, indistintamente, se non guidati solo dal prezzo.
Cerchiamo, ora, di capire qualcosa di più su questi due formaggi, simbolo dell’eccellenza alimentare italiana nel mondo.

Parmigiano Reggiano biologico

I valori nutrizionali a confronto?

Partiamo dal dire che sono entrambi formaggi molto simili per gusto (se non per palati davvero sopraffini…) e per composizione nutrizionale. Sono considerati formaggi semigrassi, con una prevalenza di proteine sui grassi il cui quantitativo (sia per grassi che per colesterolo) non è molto dissimile tra i due. Ricchi entrambi in calcio e fosforo, entrambi naturalmente privi di lattosio (lactose free appunto, così da essere adatti anche a coloro che ne sono intolleranti).
Il Parmigiano è particolarmente ricco in vitamina A, più ricco in potassio e magnesio il Grana.

Entrambi nutrienti e pur digeribilissimi in quanto ricchi di peptidi ed oligosaccaridi di provenienza dalle proteine e dagli zuccheri del latte, adeguatamente digeriti e scomposti dai batteri del caglio (che viene aggiunto durante il processo di lavorazione) e da alcuni enzimi proteolitici presenti naturalmente nel latte. E se la stagionatura non condiziona il contenuto in lattosio nei due formaggi, la cui concentrazione cala già dai primissimi giorni di lavorazione, ne condiziona però le altre caratteristiche.

Lo sapevi? Il Reggiano aumenta le difese immunitarie dell’intestino.

Negli ultimi anni la ricerca ha riconosciuto al Parmigiano Reggiano un’interessante attività prebiotica a favore della flora intestinale ed immunomodulantesulla risposta immunitaria della mucosa intestinale stessa. In altre parole il Parmigiano Reggiano biologico è in grado di favorire la crescita di alcuni ceppi batterici intestinali favorevoli e di potenziare la risposta immunitaria della mucosa intestinale stessa contro eventuali patogeni. Tutto questo tanto più se stagionato a lungo, perché maggiore è il suo tempo di stagionatura e maggiore è la sua scomposizione in peptidi ed oligosaccaridi biodisponibili e responsabili della attività sulla mucosa intestinale.

L’effetto positivo del Reggiano nella prima infanzia?

Basta considerare le numerose infezioni intestinali che colpiscono i bambini, soprattutto nella primissima infanzia. Non siamo consapevoli  ma l’abitudine di offrire al bambino del Parmigiano in corso di convalescenza, o durante la ripresa alimentare, dando il formaggio in pezzi o grattugiandolo abbondantemente sulla minestra è una scelta azzeccatissima. Perché, alla luce di quanto detto,  è in grado di offrir loro un eccellente apporto di sali minerali e nutrienti facilmente assimilabili e funzionali anche al ripristino di una mucosa intestinale compromessa dall’infezione.

La stagionatura è la chiave di tutto: fino a 36 mesi per il Parmigiano Reggiano biologico, 24 mesi per il Grana Padano

La stagionatura è la chiave di tutto: sono infatti i lunghi processi fermentativo-digestivi a cui è sottoposto il parmigiano a portare alla sintesi ex novo delle nobili molecole.
Per inciso, infatti, la stagionatura minima richiesta al Parmigiano è di 12 mesi ma può proseguire fino a 36 mesi; diversamente quella del Grana dura 9 mesi e può protrarsi fino ad un massimo di 24.

Il Parmigiano Reggiano biologico, ancora oggi, è prodotto nelle provincie di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Mantova, e solo lì in tutta Italia; mentre il Grana Padano su un territorio più esteso equivalente ad alcune province del Trentino, del Veneto, della Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.

Per la salute quale è il più naturale?

Al contrario del Grana, il Parmigiano Reggiano biologico non contiene alcun additivo alimentare tra i suoi ingredienti (completamente naturale, solo latte di mucca, caglio e sale). Nel corso della lavorazione del Grana Padano viene infatti aggiunto il lisozima, proteina dell’uovo responsabile di molte reazioni allergiche tra gli allergici all’uovo, appunto. Il lisozima è presente nel Grana Padano in concentrazioni tanto basse da non giustificare apparentemente episodi di reattività, pur tuttavia rimanendo questa una possibilità che non può essere del tutto esclusa.

La qualità del latte dei due formaggi?

La qualità del latte usato per produrre il Parmigiano Reggiano è un altro aspetto da considerare quando si sceglie di acquistare questo formaggio. Il suo latte, infatti, proviene da mucche alimentate esclusivamente a fieno ed erba. Il Grana Padano di contro può essere realizzato con il latte di mucche alimentate anche a mangimi insilati (ma ogni azienda sceglie per sé) ovvero mangimi prodotti soprattutto dalla pianta del mais e messi ad acidificare nei silos. Qui alcuni batteri possono facilmente proliferare, quindi successivamente passare nel latte e solo in corso di stagionatura dar manifestazione di sé procurando un’eccessiva “fermentazione” del grana. E’ l’utilizzo dell’insilato che rende necessaria l’aggiunta del lisozima al grana: infatti questo additivo è in grado di contrastare la crescita dei batteri e di stabilizzare il formaggio durante le sue fasi di maturazione. Solo il Grana prodotto in Trentino (Trentingrana) non ne contiene affatto, essendo qui vietato del tutto l’utilizzo degli insilati come foraggio per le mucche.

Un’ultima considerazione: il caglio. Per entrambi i formaggi si utilizza solo caglio animale, da vitello abitualmente.

Per una conclusione che ci possa guidare nell’acquisto, fermo restando che un buon Grana è migliore di un Parmigiano mediocre, almeno sulla carta la qualità del Parmigiano Reggiano sembrerebbe superiore.

A te la scelta!

Winni’s la cura ideale per la tua casa ecologica

Detersivi ipoallergenici

Winni’s, con i suoi detersivi ipoallergenici e naturali,  è una realtà nata in un piccolo paese in provincia di Ravenna negli anni settanta, è cresciuta fino a diventare una delle aziende più interessanti nel settore della detergenza domestica.

Tutto parte dall’idea di offrire prodotti accessibili a tutti  sicuri ed efficaci  nel pieno rispetto dell’ambiente e degli esseri viventi.

video-detersivi

Chi è Winni’s?

Winni’s, è lo storico marchio di Madel S.p.A ,  produce  detersivi ipoallergenici  e biodegradabili considerati unici nel panorama dei prodotti per la cura della casa.  I prodotti della Winni’s sono ecologici, 100% vegetali, biodegradabili e vegani.

Chi sceglie di utilizzare prodotti naturali e biodegradabili si prende cura della famiglia e dei più piccoli dato il carattere ipoallergenico e le proprietà ecodermocompatibili dei prodotti di Winni’s presenti nel nostro Catalogo.

Winni’s è un altro esempio di efficenza  made in italy della Romagna, dopo l’eccellenza dei succhi di frutta  di InfinityBio, per questo oggi nel settore della pulizia della casa e della cura della persona abbiamo un’altra storia felice da raccontarvi.

Detersivi ipoallergenici per tutta la famiglia

Detergenti a basso impatto ambientale e ipoallergenici, formulati solo con materie prime di origine vegetale da fonti rinnovabilibiodegradabili, che rispondono a principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

  •  Detersivo Lavatrice Concentrato alla Lavanda: efficace su tutte le macchie, anche quelle più ostili, già a basse temperature, lascia sui capi una gradevole profumazione alla lavanda.
  • Ammorbidente Concentrato Fiori Bianchi: delicato e profumato migliora i risultati del lavaggio perché distende i tessuti, riduce i residui calcarei all’interno della fibra e facilita la stiratura.
  • Brillantante con Aceto naturale: per stoviglie splendenti ed asciutte, non lascia alcun tipo di residuo grazie alle materie prime di origine vegetale e biodegradabili. Si asciugano perfettamente senza accumulare calcare.
  • Curalavastoviglie:  igenizza a fondo da grasso e calcare anche nelle parti più interne migliorando l’efficacia di lavaggio.
  • Detersivo per Bucato a Mano: pulisce e rende morbidi anche i capi più delicati senza rovinarli. È efficace su tutte le macchie. È arricchito con sapone di Aleppo.
  • Detersivo Pavimenti Concentrato: pulisce ed igienizza tutte le superfici lavabili di casa: cotto, piastrelle, gres, parquet.
  • Detergente Bagno: lascia le superfici brillanti e igienizzate e le mantiene pulite a lungo  senza fatica e in modo naturale.
  • Detergente Doccia Spray: igienizza e pulisce a lungo la doccia.  Previene il deposito di sapone, calcare e muffa che si fissa naturalmente sulle pareti e fa asciugare rapidamente l’acqua evitando la formazione di macchie.
  • Gel Lavastoviglie Lemon: pulisce e sgrassa a fondo già a basse temperature e anche nei cicli brevi, i suoi componenti rendono le stoviglie più brillanti lavaggio dopo lavaggio e aiutano a mantenere più pulita la lavastoviglie.
  • Detersivo per Lana e Delicati al profumo di Fiori Rosa: pulisce in modo naturale e delicatamente le fibre più delicate, come lana, cashmere e seta senza  infeltrirli o danneggiare i colori.
  • Tabs Lavastoviglie Lemon: per un pulito perfetto e la massima igiene le tabs hanno un’azione tutto in uno: altamente sgrassante, brillantante e anticalcare. Efficaci già a basse temperature e anche nei cicli brevi, hanno un involucro idrosolubile e sono già pronte all’uso.
  • Sgrassatore Universale: è efficace contro sporco, grasso e macchie. Pulisce a fondo teglie, forno, cappe, piani di lavoro e superfici lavabili di cucina e bagno. Può essere utilizzato anche come pretrattante per macchie grasse di colletti, polsini e zona ascellare su tessuti bianchi.
  • Detersivo per Piatti al lime e fior di mela: ha una formula fino a due volte più concentrata rispetto ad un normale liquido per piatti, rilascia una schiuma compatta e abbondante che pulisce e rende brillanti piatti, pentole, posate e bicchieri.
  • Anticalcare: agisce efficacemente contro lo sporco lasciando le superfici brillanti.  È efficace contro le macchie di calcare e ne previene la formazione.
  • Multiuso: agisce rapidamente  basta una passata per avere superfici brillanti e impeccabili. Pulisce a fondo vetri, specchi, piastrelle, mobili e tutte le superfici lavabili di casa. 

Come è nato il marchio Winni’s?

Giovanni Della Cuna, fondatore della azienda, lascia il lavoro di rappresentante di detersivi e  decide di mettersi in proprio partendo dal garage di casa propria e arrivando a fondare una piccola azienda a conduzione familiare.

Nel 1977 fonda  Madel S.p.A.  che oggi rappresenta una delle aziende italiane più interessanti nel settore della pulizia della casa e cura della persona.

Nel 2009 nasce il  marchio rivoluzionario Winni’s, una linea di prodotti per la casa a basso impatto ambientale, detersivi ipoallergenici con alte prestazioni, ma in linea con i prezzi dei prodotti tradizionali.

Oggi Madel S.p.a. è una realtà in forte espansione ha un volume d’affari di circa 80 milioni di euro (2015), con il 90% del fatturato proveniente dal  territorio nazionale.

Oggi l’azienda è  auto sufficiente per circa l’80% del suo fabbisogno energetico, ha investito in un impianto fotovoltaico, che produce a 1,5 Megawatt,  e copre quasi interamente il fabbisogno energetico di tutta la produzione.

Samsung insieme a Winni’s

Samsung azienda impegnata nella produzione di  lavatrici innovative a basso impatto ambientale, come ad esempio con l’ultimo modello con il doppio oblò Samsung AddWash che consente di risparmiare energia e ottimizzare i lavaggi.  Le  aziende hanno appena siglato un protocollo d’intesa per esaltare i reciproci valori, vedendo Winni’s da protagonista con la linea dei detersivi ipoallergenici e biodegradabili, poiché entrambi sono impegnati nel risparmio energetico e nel consumo sostenibile.

 

Succhi 100% frutta di InfinityBio, succhi di frutta di alta qualità italiani

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Succhi 100% frutta di alta qualità prodotti da InfinityBio, consorzio che unisce due storiche aziende romagnole, la Società Agricola Biologica F.lli Bandini, con sede in Faenza (provincia di Ravenna) e l’Azienda Agricola Biologica Polenghe, con sede a Imola (provincia di Bologna) che danno vita a una nuova realtà nel settore biologico, la “InfinityBio” Società Consortile Agricola a Responsabilità Limitata.

Sono un buon esempio delle eccellenze del made in italy nel campo del fresco, con l’obiettivo di rafforzare e garantire una vera filiera di qualità, una filiera garantita dalla terra al consumatore.

succhi 100% frutta9 gusti diversi per i succhi 100% frutta

La preparazione dei succhi, che avviene nel pieno rispetto dell’ambiente, prevede il controllo di ogni fase di sviluppo del frutto che è raccolto solo quando è maturo e lavorato dopo poche ore. I succhi contengono l’autentico gusto della frutta fresca, solo 100% frutta,  senza zuccheri aggiunti, senza conservanti completamente vegani e senza glutine.

Puoi provare ben nove gusti, sono tutti ricchi di vitamine e sali minerali.

  • Succo Green di Uva, Prugna, Kiwi e Mele. È depurativo, aiuta l’eliminazione delle scorie e la regolarità intestinale.
  • Succo Energy di Pera, Prugna e Albicocca. È un mix di salute composto da frutti dolci e aspri, per una sferzata di energia positiva.
  • Succo Blu di Uva, Pesca e Mirtillo nero. È antiossidante, combatte l’invecchiamento precoce delle cellule, ricarica l’organismo di energia e vitalità.
  • Succo di Kiwi e Uva. È ricco di vitamina C, potenzia le difese immunitarie, ha note proprietà antisettiche, dissetanti e diuretiche.
  • Succo di Uva, Mela e Zenzero. Dal gusto dolce e tonificante stimola il sistema immunitario.
  • Succo di Pesca e Uva.  Aiuta il buon umore, a combattere lo stress e ricarica l’organismo.
  • Succo di Mela e Uva. Fa bene alla salute, aiuta la memoria e ringiovanisce la pelle.
  • Succo di Pera e Uva. Ha un gusto corposo e dolce è un potente antiossidante, è ricco di calcio, aiuta la concentrazione.
  • Succo di Albicocca e Uva. Ha poche calorie, aiuta l’umore, a combattere lo stress e la regolarità intestinale.

Abbiamo raggiunto Carlo Morini di InfinityBio per qualche domanda.

Come è nata l’idea dei succhi 100% frutta?

L’idea parte da “Creare un prodotto di altissima qualità, produrre succhi unici dedicando terreni esclusivamente per la produzione di succhi. La nostra produzione ammonta a circa 900 mila bottiglie di succhi principalmente destinati al mercato italiano. Tuttavia, di recente, si stanno aprendo nuovi mercati europei, quali Francia, Spagna, Germania, Grecia, ma anche Stati Uniti e Singapore

State considerando di approcciarvi anche alla coltivazione biodinamica?

Assolutamente sì!!! Siamo in conversione all’agricoltura biodinamica da oltre due anni e, molto probabilmente, già a partire da inizio 2018 saremo certificati Biodinamici“.

Grazie per il suo tempo, in conclusione per i nostri lettori?

I nostri succhi sono 100% frutta biologica, senza zuccheri aggiunti, senza aggiunta di acqua, completamente vegani e senza glutine. 
La passione e la dedizione che mettiamo quotidianamente nel nostro lavoro ci hanno portati a sposare un progetto nel quale crediamo fermamente e ci auguriamo che accresca sempre più l’attenzione dei consumatori verso gli alimenti genuini, salutari, naturali, come i succhi InfinityBio, conclude Carlo Morini di InfinityBio.